Archivio per la categoria Internet

Poke The Web: Costruirsi un personal brand, il blogging.

La settimana scorsa al Forum della Comunicazione 2011 si è tenuta una sessione di Ignite (un particolare format di presentazione concentrato in 5 minuti) a cui ho preso parte presentando un intervento che si intitolava Poke The Web in cui ho raccontato sulla base delle mie esperienze cosa vuol dire vivere il web attiviamente e come si può iniziare a costruire un personal brand.

Il nome è preso in parte in prestito da un testo che ho letto di recente di Seth Godin uno dei più grandi esperti di marketing del mondo che si intitola Poke The Box e che è una specie di manifesto sull’iniziare qualcosa, qualsiasi tipo di cosa. Nel caso specifico l’ho trovato interessante e curiosamente i temi trattati si avvicinavano molto al modo in cui ho iniziato a vivere il web meno da spettatore.

E’ passato giusto un anno e pochi giorni da quando ho avviato il blog e ho iniziato a prendere parte ad eventi geek e di networking, il tutto ciò senza un preciso scopo, ma semplicemente per passione di internet, socialmedia e startup. Il ritorno che ho avuto è stato decisamente superiore a qualsiasi tipo di aspettativa. Si sono generate un gran numero di opportunità, proposte di prendere parte a progetti, e un network di conoscenze in continua crescita. Nel mio piccolo mi sono costruito una reputazione e un personal brand senza che me ne accorgessi.

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Indigeni Digitali a raccolta al Forum della Comunicazione

Il 7 e l’8 Giugno a Roma presso l’Auditorium torna il Forum della Comunicazione con le sue 2 giornate dal programma intensissimo che darà la possibilità di partecipare a incontri, sessioni, workshop e lavori sui grandi temi e linguaggi della Comunicazione.
E’ un ’appuntamento annuale in cui professionisti, manager, opinion leader si confrontano sulle declinazioni della comunicazione e quindi moltissimi Indigeni saranno presenti.

Indigeni Digitali che continuano a moltiplicarsi e vi annunciano che il prossimo aperitivo si avvicina! Mercoledì 8 Giugno presso il ReD (Auditorium, Parco della Musica) è in arrivo un altra eccellente occasione per fare networking, conversazione e perchè no, trovare nuove opportunità. Le passate edizioni hanno visto un numero di partecipanti in continua crescita per questo network nato a Roma grazie a Fabio Lalli che va ramificandosi a livello nazionale contribuendo a diffondere i valori della Cultura Digitale.

Questa volta saranno previsti anche gadget ed un imminente contest (questo messaggio di ringrazimento per l’ordine fatto vi fa venire in mente qualcosa?) , mi raccomando per entrambe le cose occorre registrarsi alla pagina dedicata su EventBrite. L’aperitivo parte alle 18:30 e l’hashtag sarà il consueto #iddrink.

Segnalo inoltre un workshop che in occasione della presentazione del libro “Niente di più facile, niente di più difficile” parlerà di come padroneggiare con sicurezza ed in modo integrato gli strumenti della comunicazione, sia quelli tradizionali che i nuovi legati a internet che avverrà il 7 giugno h. 16.

All’interno del Forum della Comunicazione 2011 grazie a Nicola Mattina e la sua Elastic ci saranno due spazi Ignite, un particolare format di presentazioni in cui gli interventi durano 5 minuti e sono accompagnati da 20 slide temporizzate, un contesto notoriamente folto di geek e ID in cui i contenuti sono sempre estremamente stimolanti.

Ancora qui a leggere? Hop, hop.. via a registrarsi per l’aperitivo!

PS: consiglio di tenere d’occhio questo post, il gruppo su Facebook o seguire @Indigeni per avere update sui gadget ed il contest che stiamo preparando!

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SocialMedia, l’ideale per piccole e medie imprese

Ieri sera, scrivendo un contributo per il prossimo libro di Alessandro Prunesti e Fabio Lalli in merito a geolocalizzazione e mobile marketing ho effettuato alcune ricerche in merito ai vari casi di successo e notavo un trend interessante. Le aziende più piccole tendono ad avere un successo molto più significativo grazie ai social media rispetto a quelle più grandi e ben più note al pubblico.

Alla base di una strategia di marketing e comunicazione attraverso i canali social che porti dei risultati tangibili, c’è un approccio strutturato e organizzato. Se si riesce ad attuare una routine che porti risultati positivi e che sia semplice da eseguire si è tendenzialmente più inclini a restargli fedeli. Questo è fattibile da qualsiasi tipo di impresa, tuttavia le compagnie più piccole, grazie alla loro taglia sono più facilmente in grado di gestire queste routine e generalmente sono in grado notare e registrare risultati tangibili in modo più diretto e visibile di quelle più grandi. Inoltre le piccole aziende non hanno bisogno di fare grandi investimenti per avere un grande impatto, è proprio l’essere piccole ed agili che le mette in possesso della chiave per il successo.

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Social Search: Bing lancia la sua nuova profonda integrazione Facebook

Ogni giorno centinaia di milioni di iscritti ai social network condividono online contenuti e opinioni sulle cose che fanno in giro, esprimendosi sulla qualità di un pranzo al ristorante, di un film visto al cinema o di una canzone da poco scaricata. Queste informazioni, utili per affinare una ricerca online con i consigli dei propri amici, sono visibili negli aggiornamenti di stato dei social network, ma rimangono inaccessibili nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca. Finalmente al lancio un integrazione di cui si era parlato molto tempo fa, ovvero quella tra Facebook e Bing. Il motore di ricerca di Microsoft è infatti sul punto di mostrarci i suoi risultati legati alle informazioni del social graph di Facebook, una partnership tra due titani del web che sfida apertamente l’iniziativa del +1 di Google.

Dalle dichiarazioni di MicrosoftLe migliori scelte non sono alimentate solo dai fatti, richiedono le opinioni e le emozioni dei tuoi amici. La ricerca va oltre una il semplice trovare un informazione di interesse basata sui fatti bensì confrontandoli e combinando i risultati con le opinioni della tua cerchia di persone fidate e con l’IQ collettivo del web”  gli utenti si fanno spesso influenzare dai “like” dei propri amici e avere questa informazione integrata nei risultati può aiutarli nelle loro decisioni.

Bing permetterà di visualizzare quali contenuti e siti sono piaciuti ai tuoi amici di Facebook (con tanto ti thumbnail accanto al risultato in questione). Ma non sono solo gli amici a poterci aiutare nel trovare le informazioni che cerchiamo, c’è anche un altra importante ricchezza da cui attingere, tutti gli altri utenti del web. Se infatti i tuoi amici non hanno molta conoscenza con gli argomenti di cui siamo interessati a scoprire di più, è il cosidetto IQ collettivo del web che può supportarci, una ricerca che potrebbe essere definita in “crowdsourcing” Bing mostrerà i “like” collettivi relativi ai trending topic, articoli e pagine pubbliche di Facebook per scovare i contenuti più popolari della rete sociale numero uno al mondo.

Si stima che il 4% delle ricerche online siano effettuate per trovare informazioni sulle persone che si conoscono. La maggior parte dei motori di ricerca, però, dà a tutti le stesse risposte e non le filtra in base alla propria rete di conoscenze al di qua dello schermo.  Con la funzione Facebook Profile Result, Bing sarà anche in condizione di fare il suo crawl sui profili presenti sul gigante blu di Palo Alto, infatti leggendo quello che è stato pubblicato sul loro blog quando le persone cercheranno qualuno in particolare sul motore di ricerca, Bing provvederà a fornire informazioni più approfondite nei suoi risultati come il luogo in cui vive, la posizione lavorativa e così vita per aiutare gli utenti a trovare le persone che cercano molto più in fretta. Questo consente di restringere da subito la ricerca e di trovare la persona giusta. Il sistema consente di aggiungere il contatto trovato come amico direttamente da Bing o di inviare, sempre dal motore di ricerca, un messaggio sul social network. Google tutto questo non può farlo dal momento che Facebook non glielo permette.

Microsoft ha sempre mantenuto degli ottimi rapporti con il signor Zuckerberg ed è stata anche una dei primi investitori nel social network più conosciuto della rete, motivo per cui Bing può raggiungere livelli di integrazione pressochè illimitata che nessun altro può permettersi. Altre interessanti feature annunciate includono lo share di shopping list e strumenti per la pianificazione di viaggi che aiuteranno i gruppi di amici a condividere informazioni sui biglietti aerei e trovare insieme l’offerta migliore.

Non credo sia una cosa eccessivamente audace ammettere che le nuove capacità di ricerca di Bing andranno ad avere un forte impatto nel settore della ricerca, in particolare di quella sociale. Fino ad oggi si è sempre solo usufruito di strumenti di intelligenza artificiale e machine learning per poter filtrare quali delle miliardi di pagine del web potevano essere più rilevanti per la nostra ricerca. Con questa mossa, Bing ha accesso a qualcosa di ben più prezioso che è la conoscenza di chi sono i tuoi amici e di cosa gli piace.
Ma quali potrebbero essere gli effetti più evidenti ed immediati a seguito di questa notizia:

  • La più grande invenzione di Google è stato essere in grado di servire all’utente il risultato più rilevante con il famigerato Page rank, ovvero con l’assunzione che una pagina web con un largo numero di link che puntano ad essa poteva essere più interessante di un altra che ne aveva meno. Ora che Bing può darci risultati basandosi su informazioni strutturate in modo completamente diverso.
  • Le aziende dovranno concentrarsi sul creare delle ottime esperienze e trovate per i propri clienti perchè quando questi andranno a cercare informazioni su un film, un viaggio o un oggetto da comprare saranno i consigli e i like degli amici ad avere più voce in capitolo. Motivo per cui se avete lanciato un store online che non è “Piaciuto” a nessuno probabilmente correrete il rischio di perdere moltissima visibilità all’interno del motore di ricerca.
  • Non sarà gradito dai più ma è importante per tutti rivisitare e ripensare le proprie impostazioni di privacy su Facebook, i due partner hanno infatti dichiarato apertamente che gli utenti potranno decidere liberamente cosa rendere a disposizione del crawler di Bing. Vuoi evitare che i tuoi amici si rendano conto che sei un fan di Maria de Filippi? Forse è il caso che che controlli i tuoi Settings della privacy adesso ;)

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State of the Media: news ed informazione nell’era digitale

Negli ultimi 10 anni le tecnologie digitali hanno ripetutamente trasformato il volto delle notizie e dell’informazione, ieri è stato compiuto un passo storico per la rete e il mondo dell’informazione. Ad oggi ci sono più persone che leggono notizie da fonti online rispetto a quelli che preferiscono i giornali di carta.

A dire questo è l’ultimo report rilasciato dal progetto per l’eccellenza nel giornalismo del Pew Research Center che ha appena rilasciato il suo ultimo report “State of the Media”.

Il report sottolinea una delle più grandi sfide che il giornalismo moderno si trova ad affrontare oggi. Sfida che non sarà nè la riduzione di audience nè la la possibilità di trovare nuove vie di revenue, bensì il fatto che nel mondo digitale l’industria dell’informazione non è più padrona del proprio destino.
Nonostante le organizzazioni che erogano informazione siano ancora i maggiori produttori delle stesse, ogni progresso tecnologico ha aggiunto un nuovo strato di complessità nel collegare questi contenuti ai lettori e agli advertiser.

Una milestone storica:

Per la prima volta anche i budget spesi per l’advertising online hanno superato quelli utilizzati nell’advertisting sui giornali tradizionali, il primo ha avuto una crescita generale del 13.9% arrivando a quasi 26 miliardi di dollari nel 2010. Nello stesso periodo la vendita di spazi pubblicitari su giornali cartacei è sceso del 6.4%.

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Le più pericolose e più comuni password usate nel web

Nonostante mi piacciano molto, solitamente cerco di fare un uso limitato delle infografiche sul mio blog, questa che ho trovato su The Next Web però è particolarmente interessante. Email, utenze dei nostri computer, social network e servizi online di ogni genere probabilmente nessuno di noi è esente dalla gestione di Username e Password che non fanno altro che aumentare (linearmente o esponenzialmente a seconda del tipo di utente ;) )

Zone Alarm ha condotto un sondaggio e ha scoperto che ben il 79% dei propri utenti usa password che sono estremamente facili da indovinare qual’ora un utente malintenzionato volesse cercare di accedere ad ambienti che non gli spettano.

Al primo posto nella classifica delle password più usate troviamo “123456″, seguita da “12345″ e “123456789″  che fantasia eh?

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