Category Archives: Personal Branding

Community management: come gestire i commenti negativi?

Il mondo dei socialmedia ha portato ad un aumento esponenziale dei canali di comunicazione e, di conseguenza, delle occasioni di interagire in una conversazione con altri utenti. Nella maggior parte dei casi ci si trova a confrontarsi in modo educato e rispettoso anche su argomenti delicati ma la possibilità che la discussione si accenda e assuma toni più elevati non va mai esclusa. In questi momenti è bene non lasciarsi trascinare dall’istinto e agire in modo ragionato, tutto quello che scrivete permane nella rete a tempo intederminato ed è sotto gli occhi di un pubblico molto ampio. Il caso di Patrizia Pepe di qualche mese fa è uno dei più eclatanti accaduti recentemente in cui dei commenti da parte di due fan a seguito di un post sulla pagina pubblica del brand di moda è degenerato in una discussione che non ha fatto fare bella figura ai gestori della pagina e al marchio stesso.

Come evitare situazioni spiacevoli come questa? Bhè, non credo ci sia la formula magica per farlo ma di certo con un può di buon senso ed un approccio rispettoso si può evitare di diventare il prossimo caso “Patrizia Pepe”.
Quindi a cosa conviene prestare attenzione quando c’è da tenere testa e confrontarsi su critiche che ci arrivano in modo diretto? Come prevenire che le discussioni degenerino o intacchino la nostra reputazione?

Nel caso di forum o gruppi (come quelli di Facebook o Linkedin) di nostra gestione è bene agire a monte del problema e chiarire le cose sin dal principio. La cosa migliore da fare è di rendere nota e ben visibile la Netiquette a cui attenersi (vedi quella degli indigeni digitali) sottolineando che attacchi personali, offese dirette e turpiloquio non sono i benvenuti.

Discutere pubblicamente online:

Il rischio di scontrarsi in discussioni o di trovarsi a dover far notare a qualcuno che il suo comportamento non è dei migliori è però sempre presente. La cosa fondamentale in questi casi è quella di non rispondere di getto ma ragionare su cosa conviene dire e come, rileggete il messaggio “incriminato” per accertarvi di non aver frainteso nulla. Se vengono pubblicate informazioni che ci riguardano direttamente e sono sbagliate o non proprio corrette, cercate semplicemente di rispondete spiegando come stanno in realtà le cose o come sono dal vostro punto di vista.

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Poke the web: Costruirsi un personal brand su Facebook.

Continuo la serie di post dedicati al personal branding e questa volta cerco di raccontare come ho fin’ora usato Facebook per questo scopo senza dover sconvolgere troppo il modo principale con cui ho iniziato ad usarlo, ovvero tenermi in contatto e scambiare foto, momenti e ricordi con i miei amici.
Facebook è un ambiente perfetto in cui possiamo tracciare con cura una immagine chiara e dettagliata di chi siamo, cosa facciamo e cosa ci piace.

E’ importante avere un profilo completo in tutte le sue parti, nell’ultimo restyling effettuato dal gigante blu è stata posta un’enfasi molto più forte sulle informazioni personali, quindi preoccupatevi di mettere in chiaro il vostro titolo di studi, specializzazione e attuale impiego.
Non dimenticate di segnare il vostro blog o altri i siti web in vostro possesso e i vostri profili su altre piattaforme social nella sezione dedicata ai contatti.

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Poke the web: Costruirsi un personal brand, Twitter.

Questo post è il secondo di una brevissima serie che ho intitolato “Poke the web”, nel primo avevo introdotto i motivi per i quali conviene curare il proprio personal brand online parlando di uno degli strumenti basilari per farlo, il blog. Seguendo la scaletta dell’Ignite da cui nasce questa serie di post vi parlo del secondo strumento fondamentale per costruire la propria reputazione sul web, Twitter.

Twitter, la celebre piattaforma di microblogging ormai affermatasi come news network è il luogo migliore in cui condividere risorse, link e contenuti e allo stesso tempo trovare altri utenti che condividono i nostri interessi. Professionisti di tutto il mondo (probabilmente di ogni settore lavorativo immaginabile) quotidianamente condividono quotidianamente articoli, consigli ed esperienze personali che si rilevano spesso utili e preziose per tutti chi lavora o semplicemente si interessa del loro settore.
Con più di 100 milioni di utenti, le possibilità di networking sono pressochè infinite e entrare in contatto e partecipare a conversazioni con persone nuove ogni giorno è un altro eccellente strumento per curare il proprio personal brand online.

Essenzialmente è una piattaforma di microblogging, motivo per cui si possono applicare le stesse regole e principi che si usano quando si opera con i blog tradizionali, e quindi twittando e scrivendo costantemente in merito alle nostre conoscenze di uno specifico argomento, inizieremo ad essere visti come persone specializzate in esso e gli altri utenti interessati inizieranno a gravitare intorno a noi e a seguirci aumentando così il nostro potere comunicativo.

Come usarlo?

Prendo in prestito un frammento di un post di Luca Alagna (@ezekiel):
Twitter è mediamente più coinvolgente di Facebook perchè invita a una partecipazione più attiva.
si possono scegliere implicitamente almeno due livelli di partecipazione: come editori o come lettori.
Nel primo caso si può scegliere di contribuire attivamente al flusso di notizie (ribadisco, non necessariamente quelle giornalistiche), nel secondo si può decidere di essere prevalentemente lettori e diffusori (che non significa inattività o non scrivere mai nulla, è solo un tipo di impegno più moderato).

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Poke The Web: Costruirsi un personal brand, il blogging.

La settimana scorsa al Forum della Comunicazione 2011 si è tenuta una sessione di Ignite (un particolare format di presentazione concentrato in 5 minuti) a cui ho preso parte presentando un intervento che si intitolava Poke The Web in cui ho raccontato sulla base delle mie esperienze cosa vuol dire vivere il web attiviamente e come si può iniziare a costruire un personal brand.

Il nome è preso in parte in prestito da un testo che ho letto di recente di Seth Godin uno dei più grandi esperti di marketing del mondo che si intitola Poke The Box e che è una specie di manifesto sull’iniziare qualcosa, qualsiasi tipo di cosa. Nel caso specifico l’ho trovato interessante e curiosamente i temi trattati si avvicinavano molto al modo in cui ho iniziato a vivere il web meno da spettatore.

E’ passato giusto un anno e pochi giorni da quando ho avviato il blog e ho iniziato a prendere parte ad eventi geek e di networking, il tutto ciò senza un preciso scopo, ma semplicemente per passione di internet, socialmedia e startup. Il ritorno che ho avuto è stato decisamente superiore a qualsiasi tipo di aspettativa. Si sono generate un gran numero di opportunità, proposte di prendere parte a progetti, e un network di conoscenze in continua crescita. Nel mio piccolo mi sono costruito una reputazione e un personal brand senza che me ne accorgessi.

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