Category Archives: Social Media Marketing

SocialMedia, l’ideale per piccole e medie imprese

Ieri sera, scrivendo un contributo per il prossimo libro di Alessandro Prunesti e Fabio Lalli in merito a geolocalizzazione e mobile marketing ho effettuato alcune ricerche in merito ai vari casi di successo e notavo un trend interessante. Le aziende più piccole tendono ad avere un successo molto più significativo grazie ai social media rispetto a quelle più grandi e ben più note al pubblico.

Alla base di una strategia di marketing e comunicazione attraverso i canali social che porti dei risultati tangibili, c’è un approccio strutturato e organizzato. Se si riesce ad attuare una routine che porti risultati positivi e che sia semplice da eseguire si è tendenzialmente più inclini a restargli fedeli. Questo è fattibile da qualsiasi tipo di impresa, tuttavia le compagnie più piccole, grazie alla loro taglia sono più facilmente in grado di gestire queste routine e generalmente sono in grado notare e registrare risultati tangibili in modo più diretto e visibile di quelle più grandi. Inoltre le piccole aziende non hanno bisogno di fare grandi investimenti per avere un grande impatto, è proprio l’essere piccole ed agili che le mette in possesso della chiave per il successo.

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La catarsi della collettivita’

Non è più un segreto ormai, i social media con il loro modo di essere trasparenti, aperti, globali, interattivi e in tempo reale stanno cambiando il comportamento dei consumatori, l’ambiente lavorativo e le aziende.

Sono ancora molti a rifiutare i social media o nella migliore delle ipotesi vederli come strumenti in cui si perde tempo o addirittura che sono pericolosi (come al solito ringraziamo la tv per queste perle di saggezza). Mi rendo conto che la maggior parte delle generazioni siano ancora fortemente legate al modello televisivo di comunicazione e di fruizione dei contenuti, ovvero unidirezionale e top-down, ma i vantaggi e le potenzialità degli strumenti che ci ha dato la rete vanno ben oltre quei pochi luoghi comuni che si sono radicati nelle menti delle persone. Il ROI nell’abbracciare questa nuova filosofia c’è ed è concreto a patto che il cambiamento non sia fatto esclusivamente in termini di strumenti con cui si comunica bensì nel modo in lo si fa. Si perché qui non si parla di differenza tra ciò che è vecchio e ciò che è nuovo o tra modernità e post-modernità, è la differenza tra gerarchia e rete, la differenza tra broadcast e narrowcast, è la differenza tra il potere rassicurante della convenzione e l’influenza inquietante dell’azione (cit. Luca De Biase).

La chiave di volta degli strumenti sociali è ciò che li compone e allo stesso tempo gli da forza, la loro struttura a rete, un insieme di elementi interconnessi tra loro disposti su uno stesso livello. La catarsi della collettività.

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QRCode e l’inarrestabile cammino dei contenuti web verso l’ubiquità

QRCode. Nessuna novità assoluta è vero, sono stati inventati nel lontano 1994 in casa Toyota ma dopo una lunga e paziente attesa con l’ausilio del web e degli smartphone, questi strani codici a barre cominciano a materializzarsi sotto i nostri occhi un po ovunque. Ho avuto modo di leggere un articolo molto completo in merito all’argomento che ha attirato la mia attenzione con il suo titolo nonostante non avesse dichiarato la morte di nessun componente fondamentale delle tecnologie o dei servizi moderni.
Un po’ per la mia natura geek e un po’ per quella da aspirante early-adopter ho il QRCode sul mio biglietto da visita personale con qualche meta-informazione incorporata, le possibilità di questo strumento sono però ben più ampie e dando un occhiata in giro per la rete si trovano moltissime declinazioni di utilizzo di questi sistemi a risposta rapida (per l’appunto Quick Response) nel campo dei Social Media, nel Marketing e nell’Advertising.

Anatomia di un QRCode:

Passiamo rapidamente per l’ABC, il QRCode è uno strumento di comunicazione che abilita modalità di accesso alle informazioni in tempo reale a base volontaria, l’accesso può essere fatto da un qualsiasi smartphone che ha un applicazione apposita che sfrutta la fotocamera del dispositivo per la decodifica di questi codici a barre. Per ogni disposivito c’è almeno un applicazione che si occupa di decodificare i QRCode e qui potete trovare quella che fa al caso vostro. I più curiosi che hanno provato a scansionare il codice che vedete all’inizio dell’articolo probabilmente cominciano già ad intuirne le potenzialità.
Se invece fossimo interessati a crearne uno nostro basta andare cercare qrcode generator su Google o Bing che vogliate e i risultati appariranno immediatamente senza richiedere alcun tipo di particolare sforzo di scrematura, per i più pigri posso indicare Delivr e Kaywa.
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Facebook Places, cinque giorni dopo.

Da giovedì 30 Settembre Facebook Places è stato reso ufficialmente disponibile anche per gli utenti italiani allargando enormemente il pubblico dei geosocial network e portandolo oltre la ristretta community di early adopters. La nuova funzione al momento si limita alla sola condivisione (Registrazione) della propria posizione in un posto, una nuova forma di status update e non c’è quindi alcuna dinamica di gaming nativa offerta dalla società di Palo Alto, Facebook ha scelto di lasciare alle terze parti lo sviluppo di giochi che si interfaccino con le API del nuovo servizio (SCVNGR).

Senza dubbio in questo primo periodo Facebook Places risulterà per il mondo dei LBS come un ariete per entrare nelle abitudini di una grandissima vastità di utenti che si troveranno a dover prendere confidenza con questi nuovi strumenti e di valutarne le potenzialità e possibilità in relazione dei propri principi personali.
La base di utenti del gigante blu adesso ha un nuovo strumento da imparare a governare. In principio con l’arrivo è stata la condivisione dei propri pensieri, poi i tag alle foto e la naturale e progressiva presa di confidenza con ciò che vogliamo condividere e ciò che vogliamo mantenere privato. Motivo per cui la privacy non deve essere sentita come un problema, perché (concordando e citando Fabio Lalli) per controllare la propria privacy basta saperla gestire e con le dovute tempistiche gli utenti lo capiranno ed è per questo che non temo che le chiacchiere di alcuni “terroristi” (da cui ho sentito dire che “con Facebook Places tutti possono sapere dove ti trovi”) ostacoleranno la diffusione di questo servizio.

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Avviso ai sindaci: E’ arrivato Foursquare 2.0!

Avviso a tutti i sindaci, correte sul vostro AppStore ed eseguite l’aggiornamento! Foursquare il geosocial tool che aiuta le persone a collezionare e condividere le esperienze del mondo reale è uscito in una nuova versione fiammante ricca di nuove features. Era un po’ che Dannis Crowley & Co ci stavano lavorando e questi nuovi update sembrano un significativo step in avanti dell’ormai celeberrima startup di New York.

TO-DO e Tips separati:

Una delle cose più evidenti della nuova versione di Foursquare per iPhone è la separazione di Tips e To-Do, ognuno adesso ha la sua vista dedicata con rispettivo pulsante sulla Tab bar. In questo modo l’accesso alla lista di cose da provare è più semplice ed immediato e per Foursquare sarà più facile aiutare i propri utenti a ricordare le esperienze da fare che sono state aggiunte alla lista in occasione di qualche Tip interessante saltato fuori dopo un check-in. Questo consente di portare molto di più l’attenzione dell’utente in questa sezione facendo diventare l’app mobile un perfetto supporto per tenere traccia dei posti in cui vuole andare e le esperienze che vuole provare.
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Foursquare, un opportunita’ che le attività locali non dovrebbero lasciarsi sfuggire

Torniamo a parlare di uno dei trending topic per eccellenza dell’anno 2010. I geosocial network e il nuovo valore che il web 2.0 ha portato ai contesti locali che ci circondano nel mondo analogico. Questa volta invece di guardare al lato degli utenti volevo illustrare le potenzialità di questi nuovi strumenti da un differente punto di vista e trattare l’argomento in modo che proprietari e gestori di ristoranti, pub, bar, negozi e tutte le altre attività locali possano scoprire le nuove possibilità a portata di mano.

Business 1.0:

Per quello che vedo, le potenzialità del web 2.0 e dei socialmedia sono ancora mal sfruttate da gran parte di quelle attività vivono e monetizzano unicamente nel mondo reale, e con un rapido giro sul web si può constatare che per un’imbarazzante maggioranza di queste attività la presenza online si riduce ad un tanto semplice quanto sterile sito web di vetrina terribilmente 1.0 .

Alcuni hanno provato a mettere in piedi nei social network con un profilo su Facebook o Twitter, ma sono molto poche le attività che utilizzano questi strumenti per dialogare ed ingaggiare i propri utenti (ovvero lo scopo per cui nascono gli strumenti social), purtroppo la mancanza di conoscenza di queste piattaforme e dell’ evoluzione che ha avuto la comunicazione all’interno di esse hanno fatto sì che spesso venissero usate per comunicare con un approccio broadcast unidirezionale che nella maggior parte dei casi finiva per declinarsi come spam.
Chi si è adattato in tempi brevi alle opportunità che il web 2.0 ha saputo proporre e ha capito come volgere a proprio vantaggio tali strumenti ne ha sicuramente beneficiato, oggi però il “rumore” sui social network è aumentato molto di conseguenza trovare soluzioni per un efficace engagement di nuovi clienti richiede sforzi maggiori, fattori che rischiano di scoraggiare chi è intenzionato ad affacciarsi su questo fronte o, ancora peggio, chi si è già esposto per poi trascurare il profilo sociale creato.

Le opportunità dei geo-social network:

Dopo questo scenario apocalittico arriva la buona notizia, i geosocial network hanno aperte nuova possibilità e sono (sopratutto in Italia) un territorio ancora poco esplorato e ricco di spazio e opportunità. Parola d’ordine Foursquare (se non sapete cos’è, trovate tutto in questi miei precedenti post qui e qui) Il più chiacchierato e diffuso geo-social network attualmente in circolazione, una piattaforma che unisce il social network a dinamiche di gaming che provocano dipendenza, una piattaforma che invoglia le persone ad esplorare le città con il proprio smartphone, a condividere la propria posizione e che, sopratutto, li premia per farlo.

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