E cosi hai un’ idea geniale per un app eh?


Negli ultimi due mesi, dopo essere stato intervistato da Millionaire in un dossier riguardante l’app-economy in merito a cosa sia, quali opportunità offre e in che modo avvicinarla, ho ricevuto con piacere diversi contatti. Tutte persone che, interessatesi all’articolo, avevano delle idee da realizzare o erano interessate ad fare uso di un app per ingrandire un business pre-esistente.

In occasione di un seminario online per un editore avevo trattato i temi principali riguardanti l’universo delle app riassunti in un precendete post, questa volta invece vorrei utilizzare un approccio più pratico. Quasi tutti i “non adetti ai lavori” che mi hanno contattato hanno fatto domande incredibilmente simili evidenziando come alcuni aspetti e criticità di questo mondo non siano facilmente identificabili.

Partiamo da un assunzione di base:
Fare un app di successo è difficile.
Fare un app di successo è maledettamente difficile.
Fare un app di successo è incredibilmente difficile.

Quindi da dove iniziare? Come ci si può presentare con le idee più chiare a qualcuno che può aiutarci a sviluppare la nostra idea sotto forma di app? Proviamo ad elencare le considerazioni e le operazioni che si dovrebbero fare prima di avventurarsi in un progetto del genere. Il minimo comune denominatore di molte delle persone che mi hanno contattato era la convizione che bastasse basarsi su tue punti principali:

  • La propria idea
  • La creazione dell’app

Il problema di questo approccio è che molto probabilmente ci si renderà conto solo nel corso d’opera che i fattori che determinano il successo o il fallimento dell’app e quindi giustificano l’investimento di tempo e denaro sono anche molte altre.

Validare l’idea

Capita spesso che l’idea nasca da una specifica esigenza personale. Il classico momento in cui si cerca di fare qualcosa armeggiando al pc o con il proprio smartphone e si pensa: “qual’e il modo migliore di..”  testando un innumerevole quantità di soluzioni disponibili ma non adatte per finire con il realizzare che “sarebbe stupendo avere un app che fa esattamente questo!”.

Bene in questo momento è fondamentale definire quale problema si sta cercando di risolvere ma sopratutto cercare di capire se il nostro problema è comune ad un numero considerevole di altri utenti. Questa analisi di pre-fattibilià può “uccidere” o consolidare l’idea prima ancora che si parta a tutti gli effetti con la progettazione e anche se ci trovassimo nel primo dei due casi sarebbe (nostro malgrado) comunque un bene essersene accorti risparmiandoci i costi di sviluppo e progettazione di un app che non vuole nessuno!

Cercare di definire esattamente il problema che si vuole risolvere è molto importante perchè ci aiuterà in seguito a tracciare un percorso esatto quando sarà il momento di entrare nel vivo dello sviluppo. Definire esattamente cosa vogliamo far fare alla nostra app ci permette di concentrarci maggiormente sul prodotto risparmiando tempo e denaro nella fase di implementazione, design e sviluppo. In questo momento dovete mettere da parte qualsiasi ramificazione del tipo “perchè poi potrebbe tornare utile se..” , “nel caso in cui.. potremmo fargli fare anche.. “

Semplificare al massimo il funzionamento dell’app in questo momento garantisce un risultato più user friendly e che più facilmente terrà fede alla promessa di risolvere il problema specifico da cui tutto è cominciato. A questo punto la cosa migliore da fare è fare alcune ricerche per capire se c’è un mercato che ci aspetta ed in caso questo esista dobbiamo riuscire a fare una stima di quanto sia grande e da chi è composto.

Il punto migliore in cui iniziare le ricerche è sicuramente l’AppStore, nell’ipotesi di trovare app concorrenti tra le “Top” della loro categoria avremo un buon riscontro del fatto che c’è una forte richiesta per app come la nostra e di conseguenza che sono molti gli utenti che condividono il nostro stesso problema che altre app provano già a risolvere.

Se invece non ne dovessimo trovare neanche una di app simile, è necessaria una ricerca più profonda, in questo caso infatti siamo in un limbo delicato e dai contorni sfocati infatti:

  • il mercato potrebbe essere più piccolo di ciò che si immaginava (non per questo da trascurare)
  • esistono app che provano a risolvere quel problema ma non sono all’altezza
  • attualmente potrebbe esserci un vincolo che impedisce di produrre un app per quel tipo di problema

Per avere un quadro più ampio della situazione è bene effettuare molte ricerche su Google e continuare ad esaminare la quantità di risultati, il modo in cui i concorrenti hanno affrontato il problema e quali caratteristiche occorrono più spesso. Le recensioni e i commenti che si trovano sui blog e siti specializzati nel settore sono un ottima fonte di informazioni strategiche per capire cosa è stato apprezzato e cosa no. Anche un giro sulle pagine ufficiali di Facebook o gli account Twitter dei nostri competitor sono un ottimo luogo per approvvigionarsi di pareri, commenti e consigli da parte degli utenti su quello che vogliono e come.

Ben più di un idea e un po’ di sviluppo

Ottimo, ora abbiamo un problema da risolvere, questo è già un eccellente punto di partenza quello che ci manca adesso è “solo” una soluzione e un piano di sviluppo. La soluzione deve essere brillante e creativa, che non sono da interpretare come sinonimi di articolata o complicata. Molto spesso le migliori soluzioni sono estremamente semplici e lineari. Un’ottima soluzione è spesso conseguenza di una profonda comprensione di ogni singolo aspetto del problema dei nostri utenti e per questo occorre chiedersi:

  • cosa stanno cercando di ottenere i nostri utenti?
  • perchè gli strumenti attualmente in circolazione hanno fallito?
  • che funzioni o meccanismi si possono implementare per migliorare la vita all’utente?

Ipotizziamo di esserci decisi a sviluppare la nostra idea, adesso bisogna preoccuparsi della roadmap di sviluppo e di sostenibilità del progetto. Nel caso in cui si hanno le competenze da sviluppatore software sarebbe possibile realizzare l’app in autonomia, ma se non è così è molto probabile che sarete costretti ad affidarvi a qualche soluzione in outsurcing.

Indipendentemente dal tipo di sviluppo intrapreso ci sono degli aspetti che non trascendono questa scelta e sono allo stesso livello cruciali per poter sperare di avere successo in un mercato in cui la competizione è altissima. Dobbiamo quindi definire e capire:

1) Quale modello di revenue usare? Citando parte del precedente post “I modelli di revenue sono molteplici in questo panorama. Quali sono gli aspetti e le valutazioni che deve fare un azienda che vuole affacciarsi nel mondo del mobile? Dal tipo di app da creare, ai contenuti da veicolare, alla frammentazione del panorama dei device che supportano app, dallo sviluppo concreto al modo di renderla nota ai propri utenti, dal modello di revenue diretto e non da definire fino al più semplice grattacapo di App gratuita vs App a pagamento, sono molti gli aspetti da analizzare con cautela ed evitare di fare investimenti azzardati quando ci si avvicina per la prima volta al mondo del mobile

Nell’industria delle app i modelli di revenue più ricorrenti (descritti in modo molto sintetico) sono i seguenti:

  • vendita: semplice e diretto, ma bisogna tenere conto che la concorrenza è altissima ed ha bruscamente abbassato i prezzi.
  • advertising: forse la spina dorsale del mondo dell’ industria delle app, in particolare in periodi meno rosei in cui gli utenti scaricano applicazioni a pagamento in modo molto più moderato.
  • freemium: un modello di vendita ibrida in cui si realizza un applicazione gratuita con delle funzionalità di base, e successivamente, generare ricavi offrendo una versione pro più completa a pagamento.
  • beni virtuali: questo è più vicino alle app legate ai social media, consiste nella vendita di beni virtuali e oggetti all’interno dell’applicazione. Farmville ne è un celebre esempio.
  • abbonamento: ancora non troppo popolare, questo tipo di modello potrebbe essere pronto ad esplodere, nel mondo delle app sono già presenti Netflix e Hulu e molti altri servizi di streaming si stanno muovendo in questa direzione

2) E poi: di quale integrazioni necessita la  nostra app? Quali dati e quali attività degli utenti vogliamo tracciare? Il nostro servizio si integrerà con API esterne? Che risorse IT saranno necessarie e quali costi comportanto? Avremo bisogno di scambiare dati con server esterni? La nostra soluzione di hosting è in grado di scalare facilmente?

Execution

Per quello che riguarda lo sviluppo ed il lancio completo di un app richiede un’enorme quantità di conoscenze trasversali: grafica, design e progettazione della user experience, programmazione, web design, web marketing, copywriting, networking, buzz, SEO…
Questo significa che a meno che non abbiate il supporto di un finanziatore molto probabilmente vi ritroverete a fare gran parte del lavoro per conto vostro e scegliere per quali servizi affidarvi ad esterni. La mia prima esperienza con Twittelp, app gratuita con il puro scopo di studio del settore e linguaggio di programmazione, non aveva alcuna pretesa di generare entrate e questo va letto come “ho fatto tutto da solo”. L’avventura è stata decisamente formativa ma vi assicuro che è una quantità di lavoro indescrivibile per una persona sola.

L’analisi più approfondita di questi aspetti va oltre gli obiettivi di questo post e sarà più approfonditamente nel prossimo.

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  • http://twitter.com/angelomilan Angelo Milan

    Ciao Giuliano, bell’ articolo, dà sicuramente una buona visione d’ insieme. Utile per me il punto 2) qui sopra, grazie :)
    Mi permetto di fare una considerazione.
    L’ outsourcing è sempre la soluzione migliore, nel caso in cui non si abbiano le competenze da sviluppatore software? Dipende, dipende dalla “portata” dell’ applicazione. Se l’ app è semplicissimo gioco o un “iTorcia” come quello dello screen, e non si vuole nemmeno provare a scaricare l’ SDK, outsourcing sia.
    Ma in altri casi credo che la parola “magica” da usare sia networking. Per arrivare a costituire un team. Come dice qualche saggio: “Le persone che ne fanno parte, sono più importanti dell’ idea stessa.”

    P.S.
    Ho incominciato a seguirti da poco (nonostante ricordi ancora le tue espressioni rassegnate al sentir parlare “inglish” al World Wide Apps), ma credo proprio che continuerò a farlo ;)

  • http://giulianoiacobelli.com Giuliano Iacobelli

    Ciao Angelo,

    grazie mi fa piacere di aver dato spunti utili. Sulla tua considerazione però continuo a non essere molto d’accordo. A meno che uno non voglia iniziare a sviluppare l’app per arricchire il proprio bagaglio tecnico e culturale, per quanto l’idea sia semplice da realizzare se non sei un programmatore o non conosci il linguaggio difficilmente avrai voglia di cimentarti in un impresa simile, o semplicemente il tempo necessario a realizzarla potrebbe essere troppo e non farne valere più la pena. Il tempo è un costo da valutare al pari delle spese concrete in moneta.
    Molto meglio l’idea di costruire un team, ma anche in questa situazione, se non sei un “animale sociale” (analogico o digitale che sia) probabilmente anche questa strada non ti porterà molto lontano.

    PS: In che senso rassegnato sull’ “inglish”? :)

    Grazie del tuo contributo, a presto!
    Giuliano 

  • http://twitter.com/angelomilan Angelo Milan

    Good point!

    In risposta alla tua curiosità: World Wide Apps di Roma, spazio domande verso la fine dello speech del co-founder di foursquare. Un uomo si alza e fa una domanda in inglese stentato, senza neanche avere in mente quello che aveva da chiedere.
    Ci mette un quarto d’ ora a completare il suo pensiero. 
    La domanda non viene capita, ovviamente.
    Dietro quest’ uomo c’ eri tu, l’ espressione diceva tutto. ah ah :)

    Forse c’ è anche un video su youtube.

    Ora, neanche io posso vantarmi di essere fluente in inglese, ma un conto è buttarsi alla c**o, un conto è farlo con un pò di criterio.

    Ciao!

  • http://giulianoiacobelli.com Giuliano Iacobelli

    Ah si! Ricordo perfettamente il tipo :) 
    Effettivamente è stato un po’ azzardato a fare quell’intervento così su due piedi dall’altro lato va parò riconosciuto il coraggio di non essersi imbarazzato neanche un po’! 

    a presto!
    Giuliano

  • Gian Marco

    Ciao, ho scoperto il tuo sito da poco e mi sono subito assuefatto ;)
    Vorrei chiederti un informazione in quanto interessato a sviluppare un app ma incapace dal punto di vista tecnico. Quali sono le aziende o i singoli sviluppatori migliori in questo momento e acui potrei chiedere aiuto per concretizzare la mia idea?
    Grazie mille, un saluto.
    Gian Marco

  • http://giulianoiacobelli.com Giuliano Iacobelli

    Ciao Gian Marco,
    ti ringrazio dei complimenti (se posso intenderli tali) sei molto gentile :) 
    Non credo ci siano classifiche dei “migliori” in momento come se fossero dei calciatori, per concretizzare la tua idea ti consiglierei innanzitutto di condividerla e validarla, secondo poi devi scegliere come intendi portarla avanti. 
    Mi spiego meglio, è un app che non avrà bisogno di manutenzione frequente? è un app particolarmente complessa? Se sei da solo a voler portare avanti un progetto affidarsi alle agency può spesso risultare proibitivo dal punto di vista economico, ma di sviluppatori in gamba ne puoi trovare molti anche con un po di semplice networking. 
    Potresti avvicinarti al gruppo degli Indigeni Digitali che raccoglie molte figure tecniche (tipo me ;P) da questo punto di vista, o altrimenti farti un tour su odesk.com che è un buon calderone di sviluppatori freelance :)

    a presto!
    Giuliano

  • wb

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