A tu per tu con il co-founder di Foursquare, Naveen Selvadurai

Ieri ho avuto la fortuna di anticipare il World Wide Apps organizzato da Working Capital e di incontrare ad un aperitivo all’ambasciata americana Naveen Selvadurai il co-founder di Foursquare. Insieme a lui era presente anche Dina Kaplan co-founder di Blip TV. Sebbene l’incontro si sia svolto attorno ad un imponente tavolo in mogano tale da sembrare una riunione del G8 l’evento si è svolto con toni decisamente informali e i due ospiti si sono prestati alle domande di tutti noi presenti in sala.

Inizialmente hanno raccontato la loro esperienza, di come, nonostante abbiano passato con successo i round di founding da parte di Venture Capital, la strada sia tutt’altro che in discesa. Ora come prima non è possibile commettere errori e c’è tutto da perdere. Dina Kaplan poi ci ha parlato di quanto non sia stato facile nel 2005 per una donna ottenere dei fondi da un Venture Capital, di come un imprenditore che vuole seguire questo tipo di percorso non debba mai arrendersi e di come sia necessario ricorrere a tutte le risorse possibili che lo circondano.
Nonostante la giovane età e la consapevolezza di aver ancora molto da imparare, non c’è dubbio che Naveen e Dina conoscono bene il campo in cui si muovono. Quando abbiamo chiesto a Naveen quali fossero stati i primi passi nella concezione di Foursquare, l’indiano ci ha parlato di come fosse stato necessario per loro trovare un modo per spingere gli utenti a condividere Tip e completare i loro To-Do, modo che è stato tradotto con l’introduzione di meccaniche di gaming che coinvolgessero attivamente i loro utenti e che si è poi dimostrato vero punto di forza della startup di New York.

Facebook places e falsi checkin:

Mi sono permesso di toccare l’argomento Facebook Places, ho chiesto a Naveen se Foursquare stesse prendendo provvedimenti strategici in merito all’ingresso in campo della compagnia di Zuckerberg nel mondo della geolocalizzazione. A mio avviso il co-founder di Foursquare ha sapientemente dato una mezza risposta confermando i miei pensieri in merito al fatto che Facebook Places renderà finalmente mainstream la geolocalizzazione e di come gli utenti usino Foursquare con una cerchia più ristretta di contatti contrariamente a quanto accade su Facebook dov’è normale per chiunque avere più di 200 amici. Credo che ognuno di noi possa constatare una differente policy nell’approvazione dei contatti su Foursquare rispetto a quelli di Facebook, in linea di massima immagino che nessuno di noi ci tenga a far sapere in ogni momento dove siamo a dei perfetti sconosciuti. Inoltre nel momento in cui vogliamo gridare ai quattro venti la location in cui ci troviamo abbiamo sempre la possibilità di condividere l’update di status di Foursquare su Facebook quando invece non è possibile fare il contrario, e non credo che lo sarà mai :)
Alessio Jacona, esperto del settore e giornalista de L’Espresso, ha fatto una domanda che sta molto a cuore al pubblico di utenti italiani di Foursquare, ovvero se stanno prendendo provvedimenti in merito al problema dei falsi check-in. Naveen non si è dimostrato preoccupato del problema e ha detto che al momento non stanno pensando a nessuno specifico provvedimento, condividere una posizione in cui effettivamente non ci si trova non ha alcun valore nè per l’utente finale e nè per la sua rete di contatti.
Vi anticipo che Foursquare sta preparando la localizzazione della loro applicazione entro fine Novembre credo che ne uscirà una versione in Francese, Spagnolo e probabilmente italiano ed io ovviamente non mi sono fatto sfuggire l’occasione di propormi come traduttore della loro app!

Startupper si diventa:

Un altro aspetto molto interessante dell’aperitivo è stato sentire come Naveen, ventottenne ingegnere informatico americano, oltre ad aver lavorato per Sony, Nokia e Sun, avesse già provato per due volte ad aprire una sua startup anche se con meno successo. Questo mi ha fatto riflettere su una cosa principalmente: in Italia si sente parlare di mancanza di ecosistema, di quali siano le possibilità concrete o meno di fare impresa, di venture capital che ci sono ma non investono e così via, ma io credo che uno dei principali problemi sia a monte ovvero nelle università.
Si, di Venture Capital in italia se ne fa poco in rapporto a molti altri paese europei, però se volessimo trasporla in termini di mercato, l’offerta è proporzionata alla domanda. La stragrande maggioranza delle persone che ho incontrato all’università conta di terminarla con l’idea di andare a cercare un lavoro, negli Stati Uniti la metà delle persone l’azienda pensa di farsela una volta terminati gli studi. Naveen ha raccontato le sue brevi esperienze post laurea da imprenditore come se fosse la cosa più normale del mondo cosa che qui invece avrebbe del fantascientifico!
Per questo credo che le università in italia dovrebbero essere i primi motori di questo nuovo sistema economico dal grandissimo potenziale, perché è da li che deve nascere la voglia di realizzare qualcosa di proprio per pure soddisfazione personale o semplicemente perché non si vuole dipendere da alcun datore di lavoro che può decidere da un giorno all’altro di mandarti via. La cosa che non è accettabile è il fatto di uscire dall’università e non essere in grado di mettere due numeri in riga e saper presentare in modo chiaro e diretto un idea di business in 12 slide.

In questo ultimo anno ho visto un grande fermento nel settore dell’innovazione tecnologica e delle startup su web, spero che non sia una moda transitoria e che questo trend continui a crescere, io mi interesso del settore da poco, diciamo circa sei mesi, e nel mio piccolo di potenziale e di belle idee ne ho viste già moltissime, non credo di poter neanche immaginare a quante idee geniali e potenziali nuovi Foursquare bollino in pentola nel nostro belpaese.

  • http://www.facebook.com/people/Sabina-Gaggio/1591160248 Sabina Gaggio

    oooooooh! ;)

  • http://www.iubenda.com Andrea Giannangelo

    Giuliano, anch’io credo che l’Università possa fare molto.Un segno chiaro di questo è il fatto che lo stimolo alla tentazione imprenditoriale è venuto, per me, proprio da lì. Grazie ad alcuni professori che hanno deciso, per buona sorte, di uscire dal seminato.Buona fortuna ad entrambi noi, e pure a Naveen ;)Se a qualcuno fosse sfuggito, suggerisco l’articolo dell’ultimo wired che affronta la storia di Foursquare.Andrea ;)http://twitter.com/Facens