Friend or Follow? Un analisi dei modelli alla base delle reti sociali.

Sembra che Facebook sia sempre più vicino al rilascio di una funzione di “Iscrizione” all’attività di un utente, ovvero dare la possibilità di seguire un utente senza dover necessariamente stringerci amicizia, in poche parole il modello di relazione sociale asimmetrico di Twitter. Una politica molto simile è stata seguita di recente anche da Google+ in cui si può scegliere cosa condividere pubblicamente (e quindi a chiunque ti segua) e cosa soltanto ai membri delle tue cerchie.
Sia chiaro che non è nulla di ufficiale, ma questo mi ha dato modo di fare alcune riflessioni sui due modelli principali di relazioni sociali che ho sempre avuto voglia di approfondire.

Reti simmetriche ed asimmetriche

Una rete sociale (social network) è una struttura fatta di persone e relazioni tra le persone. In una rete sociale le relazioni tra gli attori possono rappresentare diverse cose. Per esempio amicizia, relazioni professionali, relazioni criminali, relazioni amorose o sessuali. Per esempio in Facebook la relazione tra le persone è quella dell’amicizia.

Per la maggior parte delle persone una rete sociale significa un servizio quale Facebook o Twitter. In realtà, lo studio delle reti sociali è molto più antico di questi servizi. I sociologi sono probabilmente i ricercatori che hanno la tradizione di studio delle reti sociali più longeva e consolidata.

Sono due i modelli utilizzati nel mondo del software per rappresentare le relazioni umane: asimmetrico e simmetrico.

  • Il modello asimmetrico è quello utilizzato da Twitter o Instagram, ovvero ognuno può seguire qualcuno senza che quest’ultimo necessariamente ricambi il favore. E’ una relazione a senso unico che può essere reciproca o meno.
  • Il modello simmetrico invece è quello di Facebook, LinkedIn o MySpace, dove ogni volta che qualcuno aggiunge qualcun’altro come amico, quest’ultimo è automaticamente costretto a fare lo stesso. Questa è quindi una relazione biunivoca in cui gli utenti amici sono sempre in relazione 1 a 1 tra loro.

Il vantaggio del modello del Follow (quello di Twitter) è che permette di realizzare 4 tipi di relazioni differenti mentre il modello di Facebook ne permette solo due, queste relazioni sono:

  • un utente che ti segue ma che tu non segui
  • un utente che non ti segue ma che tu segui
  • un utente che ti segue e che tu segui
  • un utente che non ti segue e che tu non segui.

Non credo ci sia bisogno di sottolineare che i modelli di relazione permessi da Facebook sono solo gli ultimi due. il modello asimmetrico ha quindi un maggior numero di gradi di libertà nell’esprimere la relazione che lega due persone, ma i vantaggi di questo modello vanno oltre.
Il modello asimmetrico rispecchia con più fedeltà il modo in cui siamo in grado di prestare attenzione a chi ci sta intorno.
Ogni utente di Twitter può avere un numero ben più alto di follower (coloro che lo seguono) rispetto a quello dei following (coloro che segue). Questa forma di non bilanciamento dell’attenzione è alla base del servizio cinguettante. Facebook è invece partito con l’obiettivo di voler modellare il grafo sociale delle relazioni personali e al di là di tutte le possibili feature di puro intrattenimento dell’utente (foto, video, app..), è questo diverso approccio alle relazioni tra utenti che fa la differenza trai due servizi. Approccio che non si limita ad una scelta filosofica ma che si riflette anche nell’architettura interna dei due servizi.

Nel mondo di Facebook un’ entità con più di 5000 contatti è un business, Robert Scoble già nel 2007 con il suo solito modo di parlare “fuori dai denti” riportò che questo il limite non era altro che una “traduzione in policy” di un fattore che altrimenti avrebbe complicato a livello tecnico la scalabilità del servizio.

Le reti asimmetriche scalano meglio

Le reti asimmetriche permettono di gestire meglio le entità a cui vogliamo rivolgere attenzione, indipendentemente dal nostro essere un grande brand o un semplice utente, non siamo obbligati a dover prestare attenzione ad ogni singolo follower. Facebook ha cercato di porre rimedio con un sistema che filtra i contenuti del nostro news feed cercando di far emergere quelli che ritiene più rilevanti per noi avvalendosi di algoritmi che si basano sulla nostra attività e sul valore del contenuto in termini di potenziale di creazione una conversazione.

Inoltre il modello asimmetrico di Twitter permette alla nostra rete sociale di scalare meglio infatti:

  • I retweets dei nostri following ci portano informazioni e contenuti postati da persone al di fuori del nostro network
  • la ricerca permette di trovare informazioni anche al di fuori della nostra rete
  • le replies permettono di vedere chi ci menziona anche se non li seguiamo, permettendo maggiori possiblità di interazione e dando la possibilità a chi non è nella nostra rete di iniziare una conversazione con noi.

Da questo si può dedurre che all’aumentare del network che ci circonda, verrà amplificata maggiormente l’informazione di nostro interesse e di conseguenza la possiblità di entrare in contatto con nuove persone. Su Facebook si può interagire con persone che non si conoscono su conversazioni di contatti o pagine pubbliche comuni ma è molto probabile che per saperne di più su suo conto ci sia bisogno di “diventare amico” con uno sconosciuto. Su Twitter al contrario è molto probabile che tu possa vedere tutto quello che è stato twittato da un utente che non segui e quindi valutare se i contenuti da lui condivisi siano interessanti o meno, e il livello di obbligo morale è molto più basso perchè l’utente in questione non deve dare alcun seguito alla nostra azione di follow.

Social Design

Io personalmente trovo molto più adatto e flessibile il modello asimmetrico ma questo non significa che quello simmetrico sia in qualche modo sbagliato. Facebook è stato costruito sul modello bidirezionale sull’assunto che ognuno abbia interesse nei confronti dei propri amici ma si sta lentamente aprendo al supporto sempre più completo al modello asimmetrico ed un altro importante segnale è stato dato da un recentissimo annuncio di cambio di funzionalità dei tag: mentre prima era possibile taggare qualcuno sono se era nostro amico, o una pagina solo che avevamo dato un “like”, adesso invece è possibile farlo con tutti, e anche con i “non amici”. Una soluzione a favore della conversazione.
Conversazione che è identificata come elemento fondamentale nella progettazione di esperienze sociali. Facebook ha recentemente rilasciato delle indicazioni sui principi del social design che sono stati ben riassunti da Luca Mascaro in un suo recente post da cui riprendo un passaggio:

La conversazione rappresenta tutte le interazioni che avvengono all’interno della community e ne determinano lo stato vitale. Costruirla a livello di design è relativamente semplice infatti alla base basta concepire un meccanismo che permetta di creare una fase di “comunicazione” contrapposta ad una fase di “ascolto”.
La comunicazione può essere un commento, un like, una condivisione o quanto altro che arricchisca l’informazione generale, emetta un azione all’interno del network e permetta di recepire delle reazioni che poi portano all’ascolto.
L’ascolto è sia composto dalla possibilità di emettere nuove azioni alle reazioni (il dibattito attraverso i commenti o altre azioni di feedback) sia il creare una serie di strumenti che permettano di tenere monitorato lo stato della conversazione per abilitare gli utenti ad intervenire al momento giusto.
Ed è proprio su questo ultimo punto che Facebook ci suggerisce di dare la maggior cura al design: senza un buon sistema di notifiche, dei buoni strumenti per monitorare le attività (come il wall) o dei sistemi che mi permettano di vedere le conversazioni in corso la community rischia di mostrarsi senza vita e questo la porta inevitabilmente alla morte.

C’è un modello vincente?

Entrambi i modelli hanno i loro vantaggi: quello simmetrico supporta meglio le relazioni personali più strette ma in qualche modo ha bisogno di maturare ed adattarsi alle complessità che hanno introdotto brand e aziende che arricchiscono il valore di questi strumenti ma diversificano il tipo di esigenze degli utenti. Lascio a voi ulteriori riflessioni in merito, magari potreste farle partendo dalla vostra condizione nei miei confronti, per quello che so potreste essere tra i miei contatti di Facebook, tra i miei follower di Twitter ed essere da me seguiti a vostra volta o meno, potreste essere un mio contato professionale di Linkedin o far parte di una cerchia di Google+ :)

  • Sirjack

    C’è un refuso: credo manchi un “cui”: “…che sono stati ben riassunti da Luca Mascaro in un suo recente post da riprendo un passaggio…”

  • http://giulianoiacobelli.com Giuliano Iacobelli

    eh mi sa proprio di si… correggo subito il refuso, grazie per la segnalazione!

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