I quattro stadi di accettazione di Twitter

Credo sia successo a chiunque. Con tempi più o meno rapidi ognuno di noi che abbia incontrato Twitter ha attraversato una fase di accettazione e comprensione di questo strumento. Chi non si è trovato in difficoltà di fronte al limite di 140 caratteri per gli status update? E per chi scriverli se nessuno dei nostri amici aveva un account su Twitter?  All’inizio non è facile comunicare, non si riesce ad entrare nelle conversazioni e bisogna darsi delle regole per decidere chi seguire e chi no e sopratutto cosa Twittare e cosa tenersi per se (o magari per lo status di Facebook). Col tempo poi un servizio apparentemente spoglio ed essenziale si rivela essere uno dei più grandiosi sistemi per il networking e per il consumo di informazioni mai creato.

Una volta dentro si comincia a sperimentare un tweet alla volta, si iniziano a cogliere le potenzialità di Twitter e letteralmente a divertirsi nell’incontrare perfetti sconosciuti sulla base dei propri interessi. Mano mano che si conquistano follower il proprio Twitter ego aumenta e ci si sente un po’ più “influenti” in una piattaforma che conta circa 175 milioni di utenti che digitano 50 milioni di tweet al giorno. Si inizia a capire quali tweet funzionano meglio, quali ottengono più Retweet o con quale tipo di messaggio si suscitano maggiori reazioni da parte dei propri follower.

Sono convinto che tantissimi di coloro che ad oggi fanno un uso quotidiano di twitter siano passati per un iter molto simile quando si sono scontrati con il cinguettante sistema di messaggi di Biz Stone. Il paragone con gli stati di elaborazione del lutto di Elisabeth Kübler Ross calza particolarmente bene in questo caso che fortunatamente vive in un contesto ben diverso e meno drammatico. La simpatica grafica fa il resto.

Quanti di voi possono dire di aver fatto a colpo sicuro un uso maturo di Twitter? Io me ne tiro fuori, ma ad oggi proprio non riesco a farne a meno!

This entry was posted in Social Media, Twitter and tagged , , on by .

About Giuliano

An entrepreneur and software engineer who loves internet products. PR and Influencer by nature. Part-time professor. 8 years of experience in project management and software development. I had the opportunity to delve into several specialties: project management, product management, customer development and online communication. I'm now 24/7 committed on Stamplay, a startup I co-founded that will be a life changer for every web designer on earth.

  • http://twitter.com/jul_x Paolo Ratto

    Ottimo post Giuliano. Anche io è un pò di tempo che rifletto su Twitter e mi rendo conto che ormai lo uso molto più di Facebook, e soprattutto mi è utile nella vita professionale. Anche io all’inizio ci ho capito poco, poi piano piano ne ho capito i meccanismi. Adesso lo ritengo quasi insostituibile e mi permette di portare avanti fruttifere relazioni con la nicchia che ha i miei stessi interessi privati o professionali.

  • http://giulianoiacobelli.com Giuliano Iacobelli

    Ciao Paolo,

    siamo tutti sulla stessa barca, e questa barca sembra essere veramente grande! Non sei il primo e sicuramente non sarai l’ultimo ad aver passato un periodo di transizione prima dell’innamoramento con Twitter, sta di fatto che dal punto di vista del personal branding e sul consumo di notizie e’ una risorsa attualmente impareggiabile :)

  • http://www.energiacreativa.org/ EnergiaCreativa

    wow. che strano il paragone con i 4 stadi della kubler! meeeeno drammatico, I agree.
    io ancora cinguetto in punta di piedi, ma noto con un pò di perplessità chi lo usa tipo citofono vedi i #sapevatelo