Internet for Democracy: From one way communication to two way conversation

Qual’è il segreto per utilizzare Internet a servizio della democrazia? Semplice: Fiducia nella gente comune e nei modi in cui possono spontaneamente contribuire alla causa. In altre parole non sono gli strumenti a portare il cambiamento, ma la gente che li usa, che si legge anche “una formula segreta non esiste“.

Sam Graham-Felsen sembrerebbe un ragazzo come tanti altri se non fosse che non è decisamente da tutti essere chief blogger per Barack Obama durante la campagna presidenziale degli Stati Uniti d’America a soli 27 anni.
Venerdì, presso il Centro Studi Americano grazie all’Ambasciata Americana, ho avuto la possibilità di sedere ad una tavola rotonda assieme a questo ragazzo di pochi anni più grande di me per parlare della sua esperienza durante le elezioni presidenziali del 2008. Un occasione fantastica per confrontarsi su come i Social Media e più in generale il web abbia influito in una delle campagne presidenziali di successo più celebri di tutti i tempi.

Fiducia ed Empowerment:

Sam ci ha raccontato molti aspetti e momenti di una campagna incentrata sull’ empowerment (dare potere di fare) delle persone, un concetto che va oltre il classico coinvolgimento di cui tanto si sente parlare quando si nomina il social web, ovvero metterli nella condizione di sentirsi parte attiva del cambiamento rendendole partecipi. I risultati di questo tipo di approccio fatto di coinvolgimento e di promozione dal basso della democrazia hanno dimostrato che quando le persone si uniscono possono portare un cambiamento straordinario, un rovesciamento del classico modello in cui indipendentemente dal mezzo usato lo scopo si “riduce” al puro aumento di visibilità per accrescere la propria influenza.
Empowerment e storie le strategie di base, strategie in cui Obama ha creduto molto comunicando in modo diretto con il team che si occupava della comunicazione sui canali sociali, l’attuale presidente degli Stati Uniti ha speso moltissimo tempo nel registrare videomessaggi indirizzati ai propri supporter. Raccontare con continuità storie che dessero ispirazione ai supporter è stato uno dei punti focali della campagna e questi video hanno collezionato milioni di visitatori unici, traffico che si è tradotto in un numero sempre più grande di utenti registrati su mybarackobama.com, un social network in cui le persone trovavano tutti gli strumenti necessari per organizzare party a casa, eventi porta-a-porta e così via. Ogni post sul blog conteneva delle call-to-action che incoraggiavano le persone a registrarsi volontariamente, a fare telefonate per supportare la causa o donare piccole somme di denaro, piccole nella loro singolarità perché la campagna online di Obama nel complesso ha raccolto oltre 500.000.000$, su quest’ultimo aspetto Sam ci ha tenuto a precisare che il contributo ricevuto è frutto dell’essere riusciti a far sentire veramente parte del cambiamento le persone coinvolte perché altrimenti significherebbe trattare le persone come degli ATM (Bancomat).

La trasparenza è stato un altro fattore determinante, molti dei video caricati su YouTube permettevano di far sapere alle persone cosa stava accadendo e spesso conteneveno informazioni di cui non erano al corrente neanche i media principali, questo ha costruito un vero e proprio rapporto di fiducia reciproco facendo sentire importanti i supporter, rendendoli ancora più vogliosi di fare la loro parte nella lotta per il cambiamento. Autenticità nei messaggi e accesso alle informazioni, molti video erano registrati come delle videoconferenze effettuate su skype dandogli così un tono informale e riducendo la distanza tra lo staff e i supporter, tutto si racchiude nelle parole di Sam “treat supporters like they have a seat at the table at a senior-level staff meeting, rather than like they’re outside the gate.

Where’s the Value Proposition?

Traffico e volumi di utenti non sono di certo piovuti dal cielo, inizialmente era insoddisfatto dei risultati del loro operato, i primi video non raggiungevano poche migliaia di visite e i primi post non avevano mai più di 5 o 6 commenti, “quando si avvia una strategia online” – dice Sam – “è fondamentale capire la propria value proposition, perché il mio sito dovrebbe interessare? perché una persona che è già iscritta a svariate newslettere dovrebbe scegliere la mia?” queste domande devono venire ancora prima della strategia da adottare nell’engagement degli utenti.
Un metodo è quello di attirare la gente con dei contest, l’idea decisamente ammirevole che c’è stata da parte dello staff di Obama è stata l’offrire la possibilità di cenare insieme al candidato in questione, quattro fortunati supporter hanno avuto la possibilità di condividere una cena con Obama parlandoci liberamente, per essere elegibili bastava effettuare una piccola donazione. Dei brevi documentari sono stati girati durante queste cene che hanno poi fatto il giro del web al grido di “get to know the real Barack Obama“, questo ha alimentando l’interesse dei supporter dando una percezione della figura di Obama molto più umile e vicina agli elettori.
Sam ci ha poi sottolineato come l’approccio è stato fortemente diverso da quello dei rivali repubblicani che continuavano a fare un utilizzo a senso unico degli strumenti di comunicazione sociale e prettamente autocelebrativo trattandolo come i vecchi media. Ma i tempi ormai sono cambiati, ci siamo spostati “from one way comunication to two way conversation“, aspetto non colto dal team repubblicano che regolarmente eliminava qualsiasi forma di commento negativo nei confronti di Sarah Palin. Al contrario, Il new media team di Obama continuava la conversazione anche quando c’erano utenti in disaccordo, complimentandosi per come si erano organizzati nel creare una protesta critice e sottolineando che stavano contribuendo in democrazia al cambiamento e nonostante non fossero d’accordo con il loro punto di vista li ringraziavano del loro contributo.

Uno sguardo al futuro:

Infine uno sguardo al futuro e ai nuovi trend di comunicazione per le campagne politiche, la tecnologia mobile sicuramente contribuirà moltissimo a portare innovazione nel modo di fare propaganda politica, ognuno in qualsiasi momento potrà contribuire con il proprio smartphone, l’app di Obama permette di chiamare i tuoi contatti e di leggergli i valori e i programmi del partito democratico oppure andare persone porta a porta a fare dei brevi sondaggi che aiutino lo staff a fare delle valutazioni sul territorio, chiunque abbia qualche minuto libero può dare il suo piccolo contributo alla campagna. Ma alla base di tutto ci sono le persone, quando gli si concede la possibilità di usare con più libertà questi strumenti di comunicazione e si smette di cercare di controllare costantemente i messaggi che circolano sarà un bene nel lungo periodo, perchè nel lungo termine è la gente a cambiare le cose non le tecnologie.
Ed è sicuramente questo il motivo per cui Sam alla domanda diretta: “What is the most important tool of the future?” risponde, “Connecting real people with other real people“, io sono assolutamente d’accordo e voi??