Poke The Web: Costruirsi un personal brand, il blogging.

La settimana scorsa al Forum della Comunicazione 2011 si è tenuta una sessione di Ignite (un particolare format di presentazione concentrato in 5 minuti) a cui ho preso parte presentando un intervento che si intitolava Poke The Web in cui ho raccontato sulla base delle mie esperienze cosa vuol dire vivere il web attiviamente e come si può iniziare a costruire un personal brand.

Il nome è preso in parte in prestito da un testo che ho letto di recente di Seth Godin uno dei più grandi esperti di marketing del mondo che si intitola Poke The Box e che è una specie di manifesto sull’iniziare qualcosa, qualsiasi tipo di cosa. Nel caso specifico l’ho trovato interessante e curiosamente i temi trattati si avvicinavano molto al modo in cui ho iniziato a vivere il web meno da spettatore.

E’ passato giusto un anno e pochi giorni da quando ho avviato il blog e ho iniziato a prendere parte ad eventi geek e di networking, il tutto ciò senza un preciso scopo, ma semplicemente per passione di internet, socialmedia e startup. Il ritorno che ho avuto è stato decisamente superiore a qualsiasi tipo di aspettativa. Si sono generate un gran numero di opportunità, proposte di prendere parte a progetti, e un network di conoscenze in continua crescita. Nel mio piccolo mi sono costruito una reputazione e un personal brand senza che me ne accorgessi.

Brand e Personal Brand

Innanzitutto cos’è un brand? Il brand è la percezione che una persona o un consumatore ha nei confronti di un servizio, un prodotto o un azienda. Penetra a livello emozionale nelle persone con lo scopo di differenziare il prodotto, chiunque almeno una volta nella vita si è trovato a scegliere tra due prodotti per quanto simili fossero e il brand ha sicuramente influenzato in qualche modo la nostra scelta. Pensate alle persone che corrono a comprare un oggetto come un iPhone, avete mai provato a chiedere loro perchè pensavano di aver bisogno di quello strumento? Bè se non lo avete mai fatto provateci, eccezion fatta per gli esperti del settore che sono più o meno in grado di dare argomentazioni relative alle loro esigenze e modi d’uso, la maggior parta cercherà di dare una spiegazione razionale un acquisto illogico con le motivazioni più futili. Bene questa è una delle dimostrazioni di come uno dei brand più potenti del mondo, Apple, esercita il suo potere.

Lo stesso discorso vale per le persone in carne ed ossa, ed è bene rendersi conto che tutti abbiamo un personal brand indipendentemente dal fatto che ci preoccupiamo di curarlo e coltivarlo o meno. Infatti qualunque individuo che interagisce con un altro, lo etichetta e lo classifica in una categoria personale ben precisa. In base a quello che ho potuto osservare e vivere creare un brand intorno alla propria persona oggi può fare la differenza. Il mondo del lavoro sta subendo tanto l’influenza dei nuovi strumenti di comunicazione della rete che ci sta portando ad una realtà in cui tutti dovranno essere sempre di più imprenditori di se stessi.

Creare nelle persone che ci seguono l’idea che possiamo offrire un valore unico in un determinato campo e servizio, fa in modo che quando queste pensano o hanno una specifica esigenza inerente al nostro campo saremo la prima persona a cui si rivolgeranno.

Io non credo di conoscere tutti i segreti del personal branding e di saper dire come si fa quello che ho cercato di fare durante l’ignite e che posso dirvi ora è cosa mi sembra abbia funzionato nel settore che mi riguarda in realzione alla mia esperienza.

E’ importante diversificare i contenuti ed il linguaggio in base ai canali di comunicazione, uso il blog per discutere degli argomenti di cui sono appassionato, su Facebook uso principalmente un profilo personale e un pagina pubblica per condividere risorse e far emergere maggiormente il mio carattere, l’account Twitter per cercare e condividere notizie di mio interesse e interagire con altri utenti. LinkedIn è più un punto di riferimento più statico e formale ma che è importante tenere costantemente aggiornato.

Nonostante le varie declinazioni e differenziazioni dei contenuti alla base di tutto c’è l’essere se stessi, non bisogno interpretare un ruolo o un personaggio bensì far emergere in modo più trasparente possibile la propria personalità e i contenuti abbiamo da offrire. Questo possibilmente non va frainteso con il farsi continuamente propagando e essendo eccessivamente autoreferenziali. Un bilanciamento 80-20. è una buona soluzione, quindi un post ogni quattro riguarda direttamente la mia persona o un mio post, nessuno ha voglia di ascoltare tutto il tempo qualcuno che ricorda quanto è bravo. Chris Brogan, celebre esperto di Marketing con i Social Media dice che “Se hai bisogno di dirmi continuamente che sei il migliore, allora significa che non lo sei. Se hai bisogno di ricordarmi che hai vinto dei premi allora hai paura che io non sappia che sei bravo.

Il Blog Personale

Il blog personale è stato il punto di partenza, ed è sicuramente il modo migliore per iniziare a costruire una forte identità su web. Permette di condividere i vostri contenuti e ascoltare grazie ai feedback che si ricevono con i commenti dei lettori, inoltre sono fortemente tenuti in considerazione dai motori di ricerca. Il vantaggio del blog sta anche nel sua forma che si avvicina molto ad un diario e che permette quindi di esprimere i propri punti di vista in modo prettamente personale e molto diretto.
Scrivere delle proprie passioni, raccontando le proprie esperienze e la propria visione del mercato da la possibilità di mettere in mostra le capacità e le competenze che ci rendono unici nel settore. Il blog è un eccellente strumento di conversazione anche grazie ai link e le citazioni che i vari blogger che scrivono in uno stesso ambito si scambiano tra loro, una forma di comunicazione distribuita ma interconnessa su qualsiasi argomento di interesse (cit. Tommaso Sorchiotti).
Dando per scontati i principi di rispetto e di buona educazione alla base di un buon blog ci sono alcuni ingredienti principali:

  • Usabilità: scegliete dei titoli efficaci, sintetici ed intrisi di significato per i vostri post. Curate la struttura dei vostri articoli suddividendo quelli più lunghi in paragrafi in modo da facilitare la consultazione rapida da parte dei vostri lettori e permettergli di capire subito di cosa state parlando.
  • Conversazione: verso la fine di un post cercate sempre di terminare con delle domande per invitare i vostri lettori a commentare, vi permetterà di rafforzare il vostro legame con loro e spesso potreste ricevere ottimi spunti per scrivere i post successivi.
  • Periodicità: forse l’aspetto più importante per fare si che l’attenzione nei vostri confronti non cali, cercate una vostra regolarità già un post a settimana è una buona soluzione, sopratutto considerando che Facebook e Twitter permettono di farci sentire e di mantenere un contatto costante con chi ci segue.

Se ancora non avete un blog e vi siete quasi convinti l’unica cosa che dovete fare ora è andare ad aprirlo seduta stante, non serve essere esperti informatici o webdesigner navigati, ci sono svariate possibilità gratuite da WordPress a Posterous, da Tumblr a Blogger. Registrate il vostro account e siete pronti a scrivere il primo post!

Come vedete il blog vi permette anche di chiacchierare ben oltre i 5 minuti concessi dall’Ignite e offrire i vostri spunti in modo strutturato, aggregato e durevole nel tempo. Se ci sono aspetti su cui sono stato poco chiaro o carente c’è un box lì sotto in cui potete scrivere tutto quello che volete. Seguendo la scaletta del mio Ignite, nel prossimo post cercherò di raccontarvi in che modo si può utilizzare Twitter per curare la vostra immagine e reputazione online.

Qui sotto invece trovate la presentazione usata per l’intervento. Enjoy!

  • http://twitter.com/carlomallone Carlo Mallone

    Bell’articolo. Forse avrei dedicato un paragrafo ai due tipi di approcci che in genere scandiscono altrettante fasi nella vita di un utente twitter: quella “retwitter” e quella “producer”. Ho notato che, mentre prendono confidenza con il servizio, molti utenti hanno la tendenza a comportarsi come casse di risonanza, cercando di produrre contenuti di valore facendo eco alle notizie che reputano valide. In un secondo momento, quando cominciano ad avere una schiera di follower, compiono il passo di produrre anche di loro iniziativa qualcosa di più personale.

    E lo stesso dicasi della spinta, su tutti i media, a far conoscere le proprie peculiarità. Si passa da una fase di branding basato sul “io sono questo e ciò mi interessa, quindi te lo mostro” a “io sono questo e di questo sono capace, quindi lo produco e te lo sottopongo”. 
    Probabilmente perché nella vita professionale si compie un analogo percorso in cui, con l’esperienza fatta e gli obiettivi raggiunti, si raggiunge un momento in cui ci si sente abbastanza confidenti da poter mostrare non solo cosa si è, ma cosa si è fatto e perché.

  • http://giulianoiacobelli.com Giuliano Iacobelli

    Ciao Carlo,
    grazie

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