Poke the web: Costruirsi un personal brand, Twitter.

Questo post è il secondo di una brevissima serie che ho intitolato “Poke the web”, nel primo avevo introdotto i motivi per i quali conviene curare il proprio personal brand online parlando di uno degli strumenti basilari per farlo, il blog. Seguendo la scaletta dell’Ignite da cui nasce questa serie di post vi parlo del secondo strumento fondamentale per costruire la propria reputazione sul web, Twitter.

Twitter, la celebre piattaforma di microblogging ormai affermatasi come news network è il luogo migliore in cui condividere risorse, link e contenuti e allo stesso tempo trovare altri utenti che condividono i nostri interessi. Professionisti di tutto il mondo (probabilmente di ogni settore lavorativo immaginabile) quotidianamente condividono quotidianamente articoli, consigli ed esperienze personali che si rilevano spesso utili e preziose per tutti chi lavora o semplicemente si interessa del loro settore.
Con più di 100 milioni di utenti, le possibilità di networking sono pressochè infinite e entrare in contatto e partecipare a conversazioni con persone nuove ogni giorno è un altro eccellente strumento per curare il proprio personal brand online.

Essenzialmente è una piattaforma di microblogging, motivo per cui si possono applicare le stesse regole e principi che si usano quando si opera con i blog tradizionali, e quindi twittando e scrivendo costantemente in merito alle nostre conoscenze di uno specifico argomento, inizieremo ad essere visti come persone specializzate in esso e gli altri utenti interessati inizieranno a gravitare intorno a noi e a seguirci aumentando così il nostro potere comunicativo.

Come usarlo?

Prendo in prestito un frammento di un post di Luca Alagna (@ezekiel):
Twitter è mediamente più coinvolgente di Facebook perchè invita a una partecipazione più attiva.
si possono scegliere implicitamente almeno due livelli di partecipazione: come editori o come lettori.
Nel primo caso si può scegliere di contribuire attivamente al flusso di notizie (ribadisco, non necessariamente quelle giornalistiche), nel secondo si può decidere di essere prevalentemente lettori e diffusori (che non significa inattività o non scrivere mai nulla, è solo un tipo di impegno più moderato).

Io personalmente uso Twitter sia come una fonte di informazione sia come strumento per consigliare articoli che mi sembrano interessanti, commentare e interagire con altri individui che condividono le mie passioni.
Come già detto nel post precedente, Internet può influire in maniera decisiva sull’immagine e sulla reputazione di una persona, in positivo ed in negativo, e questo è ancora più vero nel momento in cui le comunicazioni avvengono in tempo reale generando un elevatissimo numero di opportunità di interazione in più.

Così come in ogni altro Social Media le forme di promozione dirette ve le sconsiglio vivamente, sopratutto se suonano come comunicati stampa o messaggi pubblicitari televisivi. E’ infatti importante rivedere i termini espressivi perchè per quanto il vincolo dei 140 caratteri sopratutto all’inizio appare come una grande difficoltà da superare ma allo stesso tempo ci permette di dimostrare la nostra abilità nel comunicare concetti anche non banali in modo sintetico e chiaro. La creatività la fa da padrona, a parità di contenuto e di numero di caratteri un messaggio ben studiato e accattivante cattura molta più attenzione e click.

Penso che i punti fondamentali della propria comunicazione e immagine su Twitter debbano essere link e contenuti che si rifanno ai nostri interessi, al settore in cui si è interessati a posizionarsi e al nostro modo di vedere le cose. Da questo l’importanza di cercare di classificare i propri tweet usando gli hashtag sulle keyword più rilevanti per il settore a cui vogliamo rivolgerci o per cui vogliamo farci notare, degli esempi sono #smm per Social Media Marketing, #seo, #sem o #socialmedia e così via.

Una buona dose di contenuti di terzi selezionati con attenzione, uniti ad altri prodotti da noi, il tutto contornato da un atteggiamento mai troppo aggressivo e rispettoso nei confronti degli altri utenti, porta degli ottimi risultati se twittati e condivisi con costanza, dedizione e ovviamente un po di sana spontaneità (altrimenti ci sarebbe ben poco di personal ;) ). Se avete anche un blog il tweet button per la condivisione dei vostri post nel news network cinguettante è d’obbligo!

Follow a prima vista.

Come nella vita analogica, anche nell’universo digitale di Twitter la prima impressione è molto importante, quando si crea un account con l’intenzione di “metterci la faccia” non bisogna assolutamente trascurarne i dettagli.
Su Twitter la nostra prima impressione consiste nella pagina del tuo profilo, e un profilo curato ci dona professionalità,
ed è quindi molto importante strutturarne e pensarne i contenuti a dovere, scrivere una Bio che sia in grado di raccontare cosa facciamo, avere un immagine del profilo che sia una foto che ci ritrae possibilmente in primo piano, il link al nostro sito web o al profilo LinkedIn nel caso in cui non si disponga di un sito. Se così pochi elementi e caratteri sembrano pochi, per argomentare esaustivamente il nostro profilo cinguettante possiamo usare delle liste tematiche dedicate agli argomenti di nostro interesse, averne 3 o 4 liste con nomi semplici ed esplicativi di quelli che sono i nostri interessi aiuta a trasmettere l’immagine che vogliamo dare di noi su Twitter.

Viviamo in un’era di abbondanza di contenuti e di overload di informazione.
Sul web è un problema concreto e l’ascesa del livello di interesse nei confronti del tema della Curation ne è una prova. La curation altro non è che una forma di selezione, prendendo in prestito la definizione riportata su Wikipedia la curation è: “the selection of, care for and presentation of the objects entered into a collection, whether that collection is physical or digital”, credo sia possibile osservare che ad oggi ci sono utenti che potrebbero essere addirittura pagati per come filtrano i contenuti e i link inerenti alle loro specializzazioni che gravitano nella rete.Questo è uno dei motivi per cui per moltissime persone Twitter è diventato una sorta di filtro.
Gli utenti si fidano e si appoggiano agli esperti riconosciuti come tali nei propri settori per tenersi costantemente aggiornati ed informati sui fatti, come dice il professore della NYU. Clay Shirky, “Curation comes up when search stops working”.

Le occasioni di farsi notare e l’enorme ampiezza della potenziale audience a cui si può arrivare, rendono Twitter un ambiente impossibile da ignorare per la costruzione del proprio personal brand sul web. Partecipare ed interagire con passione e spontaneità è il vero ingrediente segreto per iniziare a raccoglierne i frutti, ma non pensate di poter costruire un network di contatti e un brand dal giorno alla notte. Nel mio caso dopo un anno di una presenza attiva e discretamente costante, il mio modestissimo account è arrivato a contare poco più di un migliaio di follower, certo nulla di paragonabile a personalità come @Woork o @lucadebiase, ma indipendentemente dal numero di Follower, sapere che ci sono persone che hanno scelto volontariamente di seguirmi, mi regala un bellissimo senso di soddisfazione!