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SocialMedia, l’ideale per piccole e medie imprese
Scritto da Giuliano in Internet, Social Media, Social Media Marketing il 24 maggio 2011
Ieri sera, scrivendo un contributo per il prossimo libro di Alessandro Prunesti e Fabio Lalli in merito a geolocalizzazione e mobile marketing ho effettuato alcune ricerche in merito ai vari casi di successo e notavo un trend interessante. Le aziende più piccole tendono ad avere un successo molto più significativo grazie ai social media rispetto a quelle più grandi e ben più note al pubblico.
Alla base di una strategia di marketing e comunicazione attraverso i canali social che porti dei risultati tangibili, c’è un approccio strutturato e organizzato. Se si riesce ad attuare una routine che porti risultati positivi e che sia semplice da eseguire si è tendenzialmente più inclini a restargli fedeli. Questo è fattibile da qualsiasi tipo di impresa, tuttavia le compagnie più piccole, grazie alla loro taglia sono più facilmente in grado di gestire queste routine e generalmente sono in grado notare e registrare risultati tangibili in modo più diretto e visibile di quelle più grandi. Inoltre le piccole aziende non hanno bisogno di fare grandi investimenti per avere un grande impatto, è proprio l’essere piccole ed agili che le mette in possesso della chiave per il successo.
Internet for Democracy: From one way communication to two way conversation
Scritto da Giuliano in Internet, Social Media il 22 novembre 2010
Qual’è il segreto per utilizzare Internet a servizio della democrazia? Semplice: Fiducia nella gente comune e nei modi in cui possono spontaneamente contribuire alla causa. In altre parole non sono gli strumenti a portare il cambiamento, ma la gente che li usa, che si legge anche “una formula segreta non esiste“.
Sam Graham-Felsen sembrerebbe un ragazzo come tanti altri se non fosse che non è decisamente da tutti essere chief blogger per Barack Obama durante la campagna presidenziale degli Stati Uniti d’America a soli 27 anni.
Venerdì, presso il Centro Studi Americano grazie all’Ambasciata Americana, ho avuto la possibilità di sedere ad una tavola rotonda assieme a questo ragazzo di pochi anni più grande di me per parlare della sua esperienza durante le elezioni presidenziali del 2008. Un occasione fantastica per confrontarsi su come i Social Media e più in generale il web abbia influito in una delle campagne presidenziali di successo più celebri di tutti i tempi.
Fiducia ed Empowerment:
Sam ci ha raccontato molti aspetti e momenti di una campagna incentrata sull’ empowerment (dare potere di fare) delle persone, un concetto che va oltre il classico coinvolgimento di cui tanto si sente parlare quando si nomina il social web, ovvero metterli nella condizione di sentirsi parte attiva del cambiamento rendendole partecipi. I risultati di questo tipo di approccio fatto di coinvolgimento e di promozione dal basso della democrazia hanno dimostrato che quando le persone si uniscono possono portare un cambiamento straordinario, un rovesciamento del classico modello in cui indipendentemente dal mezzo usato lo scopo si “riduce” al puro aumento di visibilità per accrescere la propria influenza.
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La catarsi della collettivita’
Scritto da Giuliano in Social Media, Social Media Marketing il 9 novembre 2010
Non è più un segreto ormai, i social media con il loro modo di essere trasparenti, aperti, globali, interattivi e in tempo reale stanno cambiando il comportamento dei consumatori, l’ambiente lavorativo e le aziende.
Sono ancora molti a rifiutare i social media o nella migliore delle ipotesi vederli come strumenti in cui si perde tempo o addirittura che sono pericolosi (come al solito ringraziamo la tv per queste perle di saggezza). Mi rendo conto che la maggior parte delle generazioni siano ancora fortemente legate al modello televisivo di comunicazione e di fruizione dei contenuti, ovvero unidirezionale e top-down, ma i vantaggi e le potenzialità degli strumenti che ci ha dato la rete vanno ben oltre quei pochi luoghi comuni che si sono radicati nelle menti delle persone. Il ROI nell’abbracciare questa nuova filosofia c’è ed è concreto a patto che il cambiamento non sia fatto esclusivamente in termini di strumenti con cui si comunica bensì nel modo in lo si fa. Si perché qui non si parla di differenza tra ciò che è vecchio e ciò che è nuovo o tra modernità e post-modernità, è la differenza tra gerarchia e rete, la differenza tra broadcast e narrowcast, è la differenza tra il potere rassicurante della convenzione e l’influenza inquietante dell’azione (cit. Luca De Biase).
La chiave di volta degli strumenti sociali è ciò che li compone e allo stesso tempo gli da forza, la loro struttura a rete, un insieme di elementi interconnessi tra loro disposti su uno stesso livello. La catarsi della collettività.
I checkin fatti con Foursquare sono 5 volte di più di quelli di Facebook
Scritto da Giuliano in facebook, foursquare, Location Based Service, Social Media il 9 ottobre 2010
Riporto con molto piacere una notizia trovata su BusinessInsider.com, dopo circa due mesi dal lancio di Facebook Places in USA, da quanto risulta da questa classifica di dati raccolti nell’ultimo mese, Foursquare tiene ancora saldamente il comando nel mondo dei check-in.
Il team che ha eseguito questo monitoraggio si è preoccupato di analizzare una volta a settimana le statistiche inerenti al numero di persone che avevano condiviso la loro posizione in tre popolari ristoranti di New York nel distretto di Flatiron (23rd and Fifth Ave.). Di questi, Shake Shack è in particolare il classico tipo di locale in cui le persone tendono a fare il checkin, molto in voga e continuamente soldout è una location perfetta per comunicare al proprio network che si sta facendo qualcosa di “trendy”.
Nonostante l’enorme vantaggio in termini di userbase di Facebook, fino ad oggi questo non è riuscito a battere Foursquare. Ogni settimana per le ultime quattro settimane i checkin eseguiti con il gioco di Dennis Crowley sono stati di media ben cinque volte superiori rispetto a quelli di Facebook.
Il confronto è rappresentato graficamente nell’immagine sottostante in cui sono stati conteggiati i checkin per ogni settimana sui tre ristoranti, i valori sono stati presi tramite le pagine delle venue per Foursquare e dalla sezione info dei luoghi in questione tramite la funzione Places (in Italia si chiama Luoghi) dell’applicazione per iPhone di Facebook.
QRCode e l’inarrestabile cammino dei contenuti web verso l’ubiquità
Scritto da Giuliano in Innovation, Internet, Social Media, Social Media Marketing il 4 ottobre 2010
QRCode. Nessuna novità assoluta è vero, sono stati inventati nel lontano 1994 in casa Toyota ma dopo una lunga e paziente attesa con l’ausilio del web e degli smartphone, questi strani codici a barre cominciano a materializzarsi sotto i nostri occhi un po ovunque. Ho avuto modo di leggere un articolo molto completo in merito all’argomento che ha attirato la mia attenzione con il suo titolo nonostante non avesse dichiarato la morte di nessun componente fondamentale delle tecnologie o dei servizi moderni.
Un po’ per la mia natura geek e un po’ per quella da aspirante early-adopter ho il QRCode sul mio biglietto da visita personale con qualche meta-informazione incorporata, le possibilità di questo strumento sono però ben più ampie e dando un occhiata in giro per la rete si trovano moltissime declinazioni di utilizzo di questi sistemi a risposta rapida (per l’appunto Quick Response) nel campo dei Social Media, nel Marketing e nell’Advertising.
Anatomia di un QRCode:
Passiamo rapidamente per l’ABC, il QRCode è uno strumento di comunicazione che abilita modalità di accesso alle informazioni in tempo reale a base volontaria, l’accesso può essere fatto da un qualsiasi smartphone che ha un applicazione apposita che sfrutta la fotocamera del dispositivo per la decodifica di questi codici a barre. Per ogni disposivito c’è almeno un applicazione che si occupa di decodificare i QRCode e qui potete trovare quella che fa al caso vostro. I più curiosi che hanno provato a scansionare il codice che vedete all’inizio dell’articolo probabilmente cominciano già ad intuirne le potenzialità.
Se invece fossimo interessati a crearne uno nostro basta andare cercare qrcode generator su Google o Bing che vogliate e i risultati appariranno immediatamente senza richiedere alcun tipo di particolare sforzo di scrematura, per i più pigri posso indicare Delivr e Kaywa.
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Facebook Places, cinque giorni dopo.
Scritto da Giuliano in Location Based Service, Social Media, Social Media Marketing il 3 ottobre 2010
Da giovedì 30 Settembre Facebook Places è stato reso ufficialmente disponibile anche per gli utenti italiani allargando enormemente il pubblico dei geosocial network e portandolo oltre la ristretta community di early adopters. La nuova funzione al momento si limita alla sola condivisione (Registrazione) della propria posizione in un posto, una nuova forma di status update e non c’è quindi alcuna dinamica di gaming nativa offerta dalla società di Palo Alto, Facebook ha scelto di lasciare alle terze parti lo sviluppo di giochi che si interfaccino con le API del nuovo servizio (SCVNGR).
Senza dubbio in questo primo periodo Facebook Places risulterà per il mondo dei LBS come un ariete per entrare nelle abitudini di una grandissima vastità di utenti che si troveranno a dover prendere confidenza con questi nuovi strumenti e di valutarne le potenzialità e possibilità in relazione dei propri principi personali.
La base di utenti del gigante blu adesso ha un nuovo strumento da imparare a governare. In principio con l’arrivo è stata la condivisione dei propri pensieri, poi i tag alle foto e la naturale e progressiva presa di confidenza con ciò che vogliamo condividere e ciò che vogliamo mantenere privato. Motivo per cui la privacy non deve essere sentita come un problema, perché (concordando e citando Fabio Lalli) per controllare la propria privacy basta saperla gestire e con le dovute tempistiche gli utenti lo capiranno ed è per questo che non temo che le chiacchiere di alcuni “terroristi” (da cui ho sentito dire che “con Facebook Places tutti possono sapere dove ti trovi”) ostacoleranno la diffusione di questo servizio.
