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Stamplay among top seed stage startup at Seedcamp Week

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There is also Stamplay among the startups that will participate in the Seedcamp Week to be held in Berlin. It is the only Italian company selected by the most important European accelerator, which includes partners of the largest venture capital funds in the old continent.

During the event, the startups will be evaluated by a large group of mentors, angel investors and venture capitalists, who will decide which companies will be admitted to the next acceleration program that will begin in London on May, 20.

Stamplay, founded by Nicola Mattina and Giuliano Iacobelli, is developing a platform that allows designers and advertising agencies to create web applications without the need to know a programming language or to deal with all the other technical aspects related to production and server administration.

«Every day, designers and agencies outsource software development to create communication and marketing projects. It is a slow, expensive and risky process. For this reason – said Nicola Mattina – we decided to create a solution that enables designers to create a web application with the same ease and speed with which today you create a content site. Stamplay is like a box of Lego bricks with which creative professionals can focus on what matters to brands, rather than on the limitations imposed by technology and budget».

«We are very pleased to have been selected by the team of Seedcamp»,  said Giuliano Iacobelli. «We see this as a valuable opportunity to continue our process of internationalization of our business. Our goal is to build the leading company in the market segment of Web Development as a Service, developing the business globally and maintaining the software production in Italy, where there are excellent professionals that too often underestimated and struggling to find the right recognition».

Founded in August 2012, Stamplay was initially financed by friends and family. Currently the team is composed of the founders and three software engineers. Carlo Fornaro and Lorenzo Barbantini Scanni are in the advisory board.

My Mini-Seedcamp Experience with Stamplay

seedcampStamplay attended Mini-Seedcamp in Kiev this week. It was a great experience. In an event like this you meet a lot of mentors with various degrees of experience and knowledge all packed in a half day.

I’m always amazed at how much time it takes to create a seemingly simple 3-minute presentation. I’m sharing mine with you, so that you can see how we managed to pack all the most relevant information about problem, product, market and revenue model in this very short presentation.  (Unfortunately the cameramen was not so experienced in shooting video with an iPhone)

Many good ideas there were and teams are always very friendly in this kind of events.  Finally, though, it was our turn.  I walked in, I gave our pitch, and we answered few questions. Mentors got perfectly the point so their comments were more advices than real questions and this is a sign that the presentation was pretty clear.

This is not our first networking event or european level pitch competition but is always useful to validate your product with different mindsets. We came home with great feedback and pretty confident that we have been shortlisted for the Seedcamp week in Berlin.

Stay tuned in the next few weeks for some exciting updates from us!
To all the teams and mentors we met at Seedcamp, it was nice meeting you all and hope we can keep in touch. Also, thanks to the organizer Philipp. And of course good luck to other cool startup like Advice wallet, Skwibl, Attendify, Petcube and Endorphin

Appunti per pianificare il lancio della vostra startup: le basi.

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E così dopo giorni, settimane e mesi passati a lavorare insieme al team il tuo prodotto sembra avere un senso, credi di aver correttamente validato l’idea e hai iniziato ad muoverti per portarla sul mercato. E’ ora di pianificare il lancio. Ottimo, questa è la fase in cui facilmente ci si fa incantare dall’illusione che basta “semplicemente” cercare di far scrivere post su di voi su blog di settore, condividere la notizia tramite gruppi di Facebook e il supporto di amici e fare qualche piccola campagna e la parola comincerà a diffondersi viralmente in tutto il web!

Sembra facile no? Niente di più sbagliato. Ho visto lanciare numerose volte diversi prodotti con approcci più o meno pianificati e studiati ma a meno che non si disponga di un enorme budget da investire sul marketing (che non è sempre una garanzia ma di certo aiuta) i risultati non sono mai certi. Figuriamoci se questa attività viene fatta sulla base dell’illusione che una volta sparsa la voce il vostro prodotto è così figo che tutti lo vorranno e si venderà da solo.

Lavorando a Stamplay ci stiamo scervellando per uscire gradualmente dallo stealth mode e di enormi budget per il marketing non ce n’è neanche l’ombra. Quindi ho cercato di buttare giù una lista di tutti i canali e le attività utili che possono supportare la propagazione del vostro messaggio in giro per la rete. Cominciamo da alcune attività di base.

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Metriche e lead generation nei servizi SAAS

Lavorare giorno e notte a Stamplay mi mette costantemente nella condizione di dover imparare cose nuove, dall’aspetto tecnologico a quello di sviluppo del business, passando per tutto quello con cui vi scontrate quando provate a creare un azienda.

Stamplay ha sempre avuto la forma del SAAS (Software as a Service) nel mercato B2B, per questo motivo ho dovuto scavare parecchio in giro nel web per capire al meglio quali metriche contano e a cosa bisogna prestare attenzione quando si sviluppa un servizio di questo tipo. I servizi a sottoscrizione sono più complessi dei modelli di business tradizionali. Le metriche di quest’ultimi non sono adatte a catturare i fattori chiave che guidano le performance di un modello SAAS e non aiutano quindi a rispondere ad alcune delle domande cruciali che ci si fa quando si avvia una startup.

  • Il mio business sta in piedi economicamente?
  • cosa conta che funzioni bene e come posso capire cosa migliorare?
  • è il momento di accellerare o rallentare nell’acquisizione dei clienti?
  • che impatto ha sul capitale e sui margini di guadagno/perdita accellarare ?

I modelli SAAS ed ogni altro modello di revenue a sottoscrizione si differenziano dai classici perchè il ricavo generato dal servizio è distribuito su lasso temporale solitamente molto lungo. Se il cliente è soddisfatto del servizio, è molto probabile che ci resterà attaccato per un bel po’ di tempo e il profitto che può essere ottenuto da un cliente simile tenderà ad aumentare. Nel caso opposto se non si riesce a far felice il cliente, ci volterà le spalle in poco tempo e molto probabilmente questo ci avremmo rimesso buona parte dell’investimento usato per acquisire quel cliente. Questo crea una dinamica diversa dai classici modelli in cui bastava (si fa per dire) vendere il software: ora ci sono due tipi di vendita che devono essere fatti:

  1. Acquisire il cliente
  2. Tenersi stretto il cliente, molto stretto (massimizzarne il life time value)

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Lo stato dell’e-commerce in Italia

La scorsa settimana sono stato invitato ad intervenire ad un panel, moderato da Carlo Antonelli, direttore di Wired, all’interno di un evento di Poste Italiane dal nome “Be connected to be business” portando come testimonianza quello che stiamo facendo con Stamplay. L’evento ha trattato da vicino i temi legati all’e-commerce ed il mercato globale e su come si possano sfruttare i canali digitali per aumentare le vendite. Roberto Liscia, presidente di Netcomm è intervenuto prima della tavolta rotonda con un serie di numeri sullo stato dell’e-commerce in Italia che mi sono appuntato e che ricondivido volentieri con voi.

L’Italia conta 12 milioni di acquirenti sui canali online, siamo tra i paesi meno avvezzi all’uso dei canali digitali per fare acquisti, ma c’è anche da dire che eravamo 9 milioni solo un anno fa. La causa di questa crescita così sensibile è stata ricondotta a tre fattori principali che hanno creato grande sensibilità e alfabeitizzazione tra gli italiani nei confronti degli acquisti online:

  • accessibilità e smartphone: la copertura della banda larga e l’altissimo tasso di diffusione degli smartphone in primis e tablet hanno largamente aumentato il numero di italiani connessi al web
  • la crisi economica: le persone si sono avventurate nel nuovo canale per cercare le cose a cui erano interessati al prezzo migliore che potessero trovare
  • un grande sviluppo dell’offerta: flash deal, group buying e couponing online sono esplosi nell’ultimo anno influendo moltissimo sui consumi degli italiani

Facendo un ritratto del consumatore italiano online risulta evidente che il canale digitale è molto gradito a chi lo usa, 9 utenti su 10 chiamati a esprimere un giudizio sulla propria esperienza di acquisto online, assegnano al canale online un voto superiore al 7. Inoltre più della metà degli “e-shoppers” italiani acquista online in modo consapevole risulta infatti che il 51% degli utenti che hanno comprato online nell’ultimo anno sapeva già che avrebbero finalizzato l’acquisto su web.

I numeri fanno ben sperare ma ad ogni modo sono quasi 53 milioni di italiani ancora legati all’acquisto su strada frenati principalmente da tre fattori:

  • necessità di toccare con mano la merce
  • paura ad inserire il numero di carta di credito online
  • paura di furti d’identità

(nota strettamente personale: per gli ultimi due punti ringraziamo lo splendido lavoro dei giornalisti titolisti dei vecchi media che non capiscono quasi nulla di digitale e scrivono per sentito dire, vedi il caso DNS Changer)

Confrontandoci con il resto dei paesi più industrializzati la buona notizia è che riscontriamo lo stesso ritmo di crescita la cattiva è che abbiamo moltissimo terreno da recuperare perchè siamo partiti molto più tardi.
Gli italiani che usano la Rete, nella fascia di età compresa tra i 55 e i 74 anni sono il 22% contro una media europea del 40%. Quelli tra i 25 e i 54 anni sono il 60%, mentre la media in Europa è del 76%, ma la fascia di età “digital divisa” da cui non aspettarsi un percentuale simile è quella tra i 16 a i 24 anni che risulta essere l’81%, contro una media europea del 91%. Tra gli italiani che navigano in Internet solo il 15% acquista online; la media europea è del 43%. In Spagna gli acquirenti online sono il 27%, in Francia il 53%, in Germania il 64% e il 71% in Gran Bretagna

Se guardiamo al rapporto tra la spesa media nel settore ICT e la produttività dei paesi non siamo ben posizionati e una posizione pressochè identica ci spetta anche nel confronto sulla diffusione della banda larga.

Il trend degli acquisti online è destinato a crescere e questo non è un mistero per nessuno. Abbiamo superato la fase in cui la maggior parte degli utenti erano dei “deal seeker” ovvero un tipo di acquirente che era principalmente alla ricerca dell’occasione del momento, gli acquirenti online iniziano ad apprezzare i vari punti di forza che distinguono l’acquisto online da quello offline infatti:

  • il 75% apprezza il risparmio del tempo e la possibilità di acquistare in qualsiasi momento
  • l’ 80% apprezza l’ampia scelta di prodotti che si ha a disposizione
  • l’ 84% apprezza il facile reperimento dei prodotti e la possibilità di fare comparazioni immediate

In merito agli strumenti utilizzati Il 72% lo fa utilizzando principalmente il pc. La consultazione delle offerte e la ricerca di informazioni da dispositivi mobili sta diventando un’abitudine per almeno un utente su quattro, ma solo il 6% acquista in mobilità.
Il 24% degli acquirenti online dichiara di aver speso online tra i 201 e i 500 euro nell’ultimo anno, il 22% tra 501 e 1000 euro, il 13% sotto i 100 euro e l’8% oltre i 2000 euro. A fare la parte del leone nell’e-commerce italiano è il settore dei viaggi e del turismi che si attesta quasi il 50% degli acquisti online del belpaese.

L’enormità di informazioni disponibili online influenzano gli italiani anche quando si tratta di acquistare offline. L’analisi di Netcomm identificata con la sigla ROPO (Research Online Purchase Offline) ci dice che 44% degli italiani effettua sempre delle ricerche online prima di fare un acquisto, il 48% lo fa spesso e solo il 7% non se ne cura. Di coloro che si informano il 69% visita il sito ufficiale del produttore, il 59% legge recensioni su portali mentre il 34% si affida a forum/blog.

Per concludere uno degli aspetti fondamentali al fine di protare a termine un acquisto online per il consumatore è la presenza del metodo di pagamento preferito, quando è stato chiesto quanto incide questo fattore agli italiani che comprano online le risposte sono state inequivocabili, quasi il 90% ha risposto “Tanto” o “Abbastanza” contro il 10% che si è dimostrato poco interessato o indifferente a questo aspetto.

Chi si occupa di commercio farebbe bene a non ignorare questo aspetto anche perchè ad oggi mettere in piedi uno store online dal punto di vista tecnico è estremamente facile e veloce, se non ci credete date un occhiata a Blomming per aprire un negozio online su Facebook o Shopify per crearne uno tutto vostro :)